mercoledì 5 ottobre 2011

lopoiuztrewertzui

Ciò detto, il territorio tedesco è annullato in confronto a quello delle soprannominate Potenze mondiali. Non si citi, per negare contraddire, la Gran Bretagna, poiché nella madre terra degli Inglesi in effetti non risulta l'enorme capitale dell'impero britannico, che si avvale circa di un quarto del mondo. In seguito, poniamo come maggiori nazioni gli Stati Uniti d'America, poi l'Unione Sovietica ed infine la Cina. Si tratta di paurosi territori, che comprendono uno spazio 10 volte maggiore di quello tedesco. Aggiungiamo, inoltre, a queste Nazioni, la Francia. Non soltanto per l'aumento, sempre più grande, della sua forza militare dato dal contributo dei negri acquisiti dal suo fantastico impero, ma poiché, sotto il profilo di razza, sta aumentando la gente negra per cui si può dire che sta per sorgere una Nazione di colore sul territorio europeo. La politica coloniale francese attuale non la si può accostare alla politica coloniale passata tedesca. Se l'espansione francese in questa strada proseguisse ancora per 300 anni, si disporrebbero le ultime gocce di sangue francese, in una Nazione mista, afro-europea, che sta nascendo. Un grandioso, solidale territorio coloniale dal Reno al Congo, sfruttato da un popolo inferiore, sviluppatosi lentamente da un continuo intreccio. Questa ragione divide la politica coloniale francese da quella antica, tedesca. La politica coloniale della Germania antecedente, era scarsa, come tutte le cose che intraprendevamo. Non aumentò la superficie di colonizzazione della gente bianca, né cercò (delittuosamente) di irrobustire, con una trasfusione di sangue nero, la forza della Germania. Gli Ascari dell'Africa Orientale Tedesca rimasero un microscopico, vacillante passo su questa strada: in effetti, questi furono utilizzati solamente per difendere la colonia tedesca. Il proposito di portare truppe africane sullo scenario della guerra, prescindendo dalla chiara impotenza nella guerra mondiale, non fu mai considerato come un concetto da attuarsi in momenti propizi, all'opposto, la Francia lo vide sempre come la base della sua politica coloniale. Perciò attualmente si possono rimirare al mondo, una infinità di nazioni che passano la Germania, non solo per il numero dei cittadini, ma ripongono nel loro territorio la più grande colonna del loro stato attuale di potenza politica. L'equivalenza attuale tra popolazione e territorio, guardando la Germania e gli altri Stati mondiali, non si riscontra che all'inizio della nostra storia, 2000 anni or sono. In quel tempo noi, popolazione appena sorta, cademmo su un mondo di grandi nazioni che tramontavano, e aiutammo ad annientare l'ultimo gigante fra tutti, Roma. Odiernamente siamo di fronte a potenti nazioni che stanno crescendo, di fronte alle quali la Germania non può essere nemmeno presa in considerazione. Conviene che ci ricordiamo di questa pesante verità. Bisogna analizzare la Germania, in ragione dello spazio e del popolo, confrontato con le altre nazioni sul trascorrere degli anni passati. Quindi scopriremo che, come ho già affermato, la Germania non si può più considerare una forza mondiale, prescindendo dalla forza militare. Non possiamo paragonarci con le altre forti nazioni mondiali, a causa dell'enorme impostazione data alla politica estera del nostro popolo e dall'assenza di un ben determinato fine tradizionale di politica estera, affiancati all'abbandono di qualunque vigoroso sforzo e istinto di autoconservazione. Se il movimento nazional-socialista ci tiene a seguitare l'ideale impostosi, come beneficio per la popolazione tedesca, bisogna, in seguito alla dolorosa comprensione dell'effettiva posizione di questo popolo nel mondo, che seguiti spietatamente e coscientemente la battaglia contro l'incapacità e l'inesistenza di idoli con i quali la Germania fu di retta per le strade della sua politica estera. Senza tener conto di tradizioni e inibizioni, deve avere la forza di richiamare la popolazione e le sue capacità ad intraprendere quella strada che dall'attuale piccolezza di territorio vitale porterà a possedere il più grande territorio. In questo modo sai vera la Germania dal pericolo di essere distrutta o di essere schiava di altri. Il nostro movimento riuscirà ad abbattere la triste proporzione odierna tra la popolazione tedesca e il suo spazio vitale, guardando alla superficie sia come a una sorgente di vita, sia come ad una colonna per una politica di grandezza. Dovrà anche cercare di annullare la mera proporzione fra la storia antecedente tedesca e l'attuale angosciosa incapacità. Bisogna che comprenda che noi, essendo la più potente umanità terrena, dobbiamo raggiungere un importantissimo ideale, e lo compiremo con tanto più grande ardore quanto più la popolazione tedesca prenderà un punto di vista razzista, e non penserà soltanto ad allevare cani, gatti e cavalli, ma diventerà pietoso del proprio sangue. Ho definito impotente e senza fini la politica estera tedesca sviluppata fino ad ora. Che lo fosse, ce lo dimostrarono i suoi seguenti fallimenti. Se la popolazione tedesca avesse un'intelligenza nulla o fosse vigliacca, le conclusioni delle sue azioni non sarebbero state più negative di quelle che rimiriamo attualmente. I fatti accaduti negli ultimi decenni antecedenti alla guerra non ci devono travisare su questo fatto: poiché non si è in grado di valutare la potenza di una Nazione in sé stessa, ma soltanto eguagliandola ad altre Nazioni. Questa similitudine attesta che la crescita della potenza si realizzò, ai risultati ultimi, in modo più efficiente in altre Nazioni; perciò, all'opposto delle apparenze, la Germania tramontava in rapporto alle altre nazioni, e perdeva sempre più terreno. Sì, non siamo stati pari neppure nella quantità di popolazione. Essendo chiaro che la nostra gente non viene neanche pareggiata in eroismo da nessuno al mondo, e che nessuno ha bagnato la terra col sangue, come il nostro popolo, per la propria sopravvivenza, la sconfitta proviene soltanto dalla erronea organizzazione. Ripercorrendo i fatti politici tedeschi da 1000 anni a oggi, ripensando alle infinite battaglie ed analizzando questi fattori attraverso l'esito ultimo che abbiamo presente, dobbiamo dire da quel mare di sangue sorsero due cause nelle quali siamo in grado di notare i costanti risultati di fatti politici chiaramente creatisi. L'organizzazione e la crescita di popolazione delle terre ad est dell'Elba. Il sistema, posto dagli Hohenzollern, della Nazione brandeburgico-prussiana come specchio e centro di consolidamento di un nuovo Reich. Rimane ciò un'opera che ci farà da maestro per il futuro! Questi due giganteschi trionfi della nostra politica estera restarono i più costanti. Con la mancanza di questi, attualmente la Germania non avrebbe più nessuna ragione di essere. Questi resterà la prima e unica azione tendente a creare un rapporto fra territorio e popolazione. E' incredibile, in effetti, che i letterati della storia tedesca non siano stati in grado di comprendere precisamente questi due aspetti, enormi ed essenziali, per i nostri figli. Costoro all'opposto fecero inni ad altri fatti, lodarono un incredibile eroismo, infinite imprese e battaglie, senza comprendere che la stragrande maggioranza di ciò non era di nessuna utilità per i fini dell'ulteriore ingrandimento della Germania. Il terzo importante trionfo della nostra politica si basa sulla creazione della Nazione Prussiana e sull'ampliamento, con esso legato, di una intelligente idea dello Stato, ed inoltre dell'istinto di autoconservazione e di autodifesa nell'esercito tedesco, istinto modellato in conformità dell'attuale mondo e sviluppato in modo organizzato. Il cambiamento che si è avuto nel pensiero di difesa della propria persona in quello di dover difendere la patria si è avuto grazie allo stato prussiano ed alla sua nuova idea dello Stato. La necessità di questo fatto non sarà mai capita sufficientemente. La popolazione, dilaniata e divisa dalla propria superindividualità, è stata educata, e grazie alla potenza militare della Prussia assimilò alcune cognizioni sul modo di inquadrarsi che aveva perso da tempo. Quello che le altre genti hanno fin dall'inizio nel loro istinto di armento, noi ne salvammo un po', e con artifici, tramite la trasformazione che attua l'educazione militare, per la nostra popolazione. Dieci generazioni tedesche non raddrizzate dalla disciplina militare, abbandonate alle pericolose reazioni delle opposizioni e delle scissioni che portano in sé, sarebbero sufficienti a togliere alla Germania l'ultimo bagliore di vita a questo mondo. Per questo l'abolizione del servizio militare generale è nociva per i tedeschi, la quale abolizione non sarebbe importante per decine di altre popolazioni. L'anima della Germania sarebbe in grado solo con poche persone di trasfondere il suo apporto di civiltà in seno ad altri stati, senza neanche che fosse considerata la loro discendenza. Diventerebbe fertilizzante per il progresso fino alla completa purezza del sangue nordico ariano. E' essenziale il fatto che il valore di codesti effettivi trionfi politici, avuti dal popolo tedesco nelle sue millenarie battaglie è valutato e giudicato dai nostri nemici in modo migliore del nostro. Attualmente noi parliamo di un eroismo che strappò alla Germania milioni di più grandi donatori del loro nobile sangue ma che, nell'ultima analisi si nota, assai poco prolifera. Ha più grande significato per il nostro comportamento attuale e futuro la separazione tra le vere vittorie politiche della Germania il sangue che essa ha versato per risultati inutili. Noi nazional-socialisti non dobbiamo ripetere, nell'attuale mondo borghese, questo misero patriottismo. Esiste un trabocchetto mortale nel pensare all'ultima azione prima della guerra come il più impegnato per noi anche se in piccolissime quantità. Dall'arco di tempo storico del secolo XIX non giungerà a noi nessun obbligo.

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