mercoledì 5 ottobre 2011
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Solo la politica si è accontentata di questa idea naturale. Mentre tutta la civiltà degli uomini è solo la conseguenza dell'opera creatrice dell'individuo, al comando della collettività nazionale c'è solo il principio dell'importanza determinante della maggioranza che di là inquina e distrugge l'esistenza della nazione. Anche i risultati distruttivi dell'opera degli ebrei su altri componenti della nazione si debbono imputare all'immorale tentativo di insidiare il valore dell'individuo nei popoli di cui è ospite e di tramutarlo in valore delle masse. E in questo modo, il principio ordinatore dell'umanità varia, si trasforma in principio sterminatore degli ebrei: esso diviene «fermento di disgregazione» di popolazione e razze e in senso più lato, demolitore della civiltà umana. Il marxismo rappresenta il tentativo, spostato nel settore della cultura, degli ebrei, di distruggere in tutti gli aspet(i dell'esistenza umana la predominanza della personalità e (il rimpiazzarla con quantità della massa. A questo corri sponde in politica il governo parlamentare, tanto fatale, dalle più piccole cellule del. comune, fino al massimo governo del Reich, e in economia, una forma sindacale che non giova ai reali interessi del lavoro, ma solo agli annientanti desideri del giudaismo internazionale. Nel medesimo momento in cui l'economia non è più sottoposta al principio di personalità ed è lasciata all'influsso e alle forzature della massa, essa deve perdere la sua facoltà di prestazione, che è utile a tutti ed è per tutti valida, e lentamente disgregarsi. Le riunioni di fabbrica che invece di salvaguardare gli interessi degli operai, tendono ad influire sulla produzione medesima, hanno lo stesso scopo annientatore. Recano danno alla produzione totale e perciò anche al singolo. Perché, col passar del tempo, i membri di una nazione, non restano appagati da sole parole teoriche, ma dalla ricchezza della vita di tutti i giorni dovute a ciascuno, e dalla concezione che ne deriva, che una comunità nazionale, garantisce, nel complesso dei suoi compiti, gli interessi dell'individuo. Ha poca importanza che il marxismo, fondatosi sull'idea di massa, sembri atto ad occuparsi ad evolvere l'economia attuale. Per un giudizio sulla precisione o imprecisione di questo giudizio non è determinante la prova dell'abilità del marxismo a conservare ciò che già esiste, ma la prova che esso sia capace di costruire una tale civiltà. Il marxismo potrebbe mille volte assumersi l'onere di amministrare l'odierna economia senza che un suo probabile buon esito provasse niente contro il fatto che non riuscirebbe a creare, usando il suo principio, ciò che oggi esiste e di cui esso si appropria. E che non ne sia capace, il marxismo, l'ha dimostrato realmente. Non seppe creare in nessun posto una civiltà o anche un'economia prospera, e non seppe neanche evolvere secondo i suoi principi quelle che già c'erano; già dopo pochissimo dovette percorrere la strada dell'ammissione del concetto della personalità, alla quale non poté sfuggire neanche nel proprio ordinamento. L’idea nazionale si differenzia principalmente da quella marxista in questo, che essa ammette l'importanza della razza e perciò pure l'importanza dell'individuo e ne fa una delle colonne della sua costituzione. Questi sono i principi più importanti della sua idea del mondo. Se il movimento nazional-socialista non capisse l'importanza di base di quest'ammissione generale, aggiustasse solo superficialmente lo Stato attuale e riconoscesse il punto di vista della massa, in pratica sarebbe solo un partito in concorrenza col marxismo. E non potrebbe chiamarsi un'idea universale. Se il nostro movimento sociale progettasse solo di impedire alle personalità di evolversi e nel mettere al posto di questa la massa, il nazional-socialismo medesimo sarebbe avvelenato dal marxismo, come i nostri partiti borghesi. Lo Stato nazionale deve preoccuparsi del benessere dei Suoi membri, riconoscendo in ognuno e in tutti l'importanza della persona e incrementando in tutti i settori quell'elevata capacità di produrre che assicura all'individuo, un elevato grado di compartecipazione. Deve quindi lo Stato nazionale liberare senza compassione il comando supremo, ossia politico, del principio parlamentare, secondo il quale la decisione spetta alla maggioranza, cioè alla massa, e mettere al posto di quella il totale diritto dell'individuo. Da ciò consegue questa cognizione: la costituzione statale è la forma di Stato più valida e quella che con naturale certezza, dà valore direttivo e autorità estrema ai migliori cervelli della comunità nazionale. Ma come nell'economia gli esseri dotati non possono essere scelti dall'alto, ma devono emergere da sé, e come in questo caso c'è una lunghissima scuola che va dalla piccolissima bottega alla più grossa azienda, una scuola dove la vita promuove e seleziona; cosi non è possibile che i talenti politici vengano scoperti all'improvviso. La mente sovrumana non è materia che si adatti all'umanità comune. Lo Stato deve tener legato nel suo ordinamento il principio della personalità, partendo dal più piccolo organismo della società per giungere all'estremo comando del Reich. Non ci sono determinazioni di maggioranza, ma soltanto uomini responsabili. Ogni uomo ha vicino dei consiglieri, ma la decisione è compito di un solo individuo. Il principio di base che rese l'esercito prussiano il meraviglioso strumento del popolo tedesco, dovrà essere in futuro il fondamento della nostra organizzazione statale: autorità di ogni dirigente verso il basso, responsabilità verso i superiori. Anche in avvenire non potremo privarci di quelle corporazioni che chiamiamo Parlamenti. Ma allora essi consiglieranno veramente, mentre un solo individuo, avrà la responsabilità e di conseguenza l'autorità e il comando. I parlamenti in sé, sono utili perché in essi i cervelli dotati hanno la possibilità di emergere: quella a cui in seguito potranno essere affidate mansioni di responsabilità. Consegue questo quadro. Lo stato nazionale non ha, a partire dal comune, fino al Comando del Reich, corpi responsabili che decidono a maggioranza di voti, ha solo corpi consiglieri, che aiutano il capo momentaneamente eletto e ai quali il capo divide l'attività. Questi corpi, secondo la necessità, hanno in dati settori la responsabilità totale, come ha in misura più grande il capo o il presidente di ogni corporazione. Lo Stato nazionale non sopporta, per principio, che per un problema particolare (per esempio economico) sia chiesto un consiglio o una valutazione dei fatti a individui, che per l'istruzione avuta, o per il carattere della loro attività, non s'intendono di quel problema. Perciò esso dispone e organizza i suoi corpi rappresentativi in camere politiche e professionali, Per assicurare una comune proficua opera delle une e delle altre, è sopra di esse un particolare senato, composto dei migliori membri della nazione. In nessuna camera, in, nessun senato, si fanno mai votazioni. Essi sono organismi di lavoro e non macchine per votare. Il singolo membro ha voto consultivo, mai decisivo. Hanno voto decisivo solo i capi responsabili. Questo principio, dell'unione della totale autorità con la totale responsabilità formerà lentamente una scelta dei capi che è inconcepibile, al tempo del parlamentarismo incosciente. Così la formazione statale della nazione viene ammortizzata con quella legge a cui la nazione deve già la sua grandezza nel settore dell'economia e della cultura. Quanto all'eventualità di attuare questi principi, prego di non scordare che il principio della democrazia parlamentare decisione di maggioranza, non prevalse sempre, anzi dominò solo in epoche brevissime della storia, che furono sempre periodi di decadenza di Stati e di popolazioni. Certo, non si deve pensare che una tale modifica si possa attuare solo con provvedimenti soltanto teorici dall'alto verso il basso, perché essa naturalmente non si deve fermare alla costituzione Statale e penetrare fino in fondo tutta la legislazione e anche l'esistenza dei cittadini. Uno sconvolgimento così esteso può solo avvenire grazie ad un moto popolare già basato su quest'isola e perciò portare già in sé lo stato futuro. Perciò, il movimento social-nazionalista deve fin da ora fare sue queste idee ed eseguirle praticamente all'interno della propria organizzazione: potrà così un giorno non ..solo dare allo Stato i principi direttivi, ma mettere al servizio dello Stato stesso il corpo completo della sua organizzazione statale.
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