mercoledì 5 ottobre 2011

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era stata tolta dal cuore e dalla mente di una massa formata di migliaia di uomini, e al suo posto era stasa messa una verità. I due discorsi su «le vere cause della guerra mondiale» e sui «trattati di pace di Brest-Litowsk e di Versailles», furono da me ritenuti allora i più importanti di tutti; perciò li ripetei, cambiandone la forma, dozzine di volte. Così, almeno su questi argomenti, si diffuse una certa stabilita idea, precisa e unitaria, fra gli individui, da cui il nostro movimento tolse i primi suoi componenti. Queste assemblee avevano inoltre, per me, il vantaggio di formarmi lentamente come un vero oratore di comizio: mi assuefeci al rituale da adunanza e ai gesti utili in grossi locali, che contenevano migliaia di uomini. A quell'epoca (all'infuori, come dissi, in piccoli circoli) non vidi nessun partito istruire il popolo in questo modo: nessuno di quei partiti che oggi parlano come se fossero stati loro a fare una modifica nella opinione generale. Ma ciò che allora aveva valore non era questo, ma soltanto per acquistarsi il consenso, con la propaganda e le delucidazioni, uomini che finora la loro educazione ed il loro temperamento aveva trattenuto tra gli avversari. Anche il foglio volante ci servi per questa propaganda. Già da militare avevo scritto un foglio volante dove erano paragonati i trattati di Brest-Litowsk e di Versailles; quel foglio fu diffuso in gran quantità di copie. In ,seguito lo utilizzai per il partito, anche in questo caso con buon esito. Le prime assemblee erano contrassegnate dal fatto che le tavole erano ricoperte da ogni tipo di fogli volanti, giornali, libretti, ecc. Però, il valore massimo veniva (lato alla parola. Questa solo è capace di portare a grandi modifiche e ciò per ragioni generali di carattere psicologico. Tutti gli straordinari avvenimenti che cambiarono l'aspetto del mondo furono attuati non con gli scritti, ma con le parole. Su ciò si fece in parte della stampa, una lunga disputa nella quale, si capisce, le nostre acute menti borghesi., avversarono violentemente la mia tesi. Ma già il motivo per cui ciò accadde confuta gli indecisi. L’intelligenza borghese espresse la propria disapprovazione su quell'idea solo perché, è chiaro, è priva di forza e di capacità di avere autorità con la parola sulla moltitudine; perciò essa si è servila sempre più dell'opera di scrittori e ha rinunciato a orazioni veramente istigatrici. Ma, col tempo, questo uso, porta inevitabilmente a ciò che oggi è tipico della nostra borghesia, cioè la perdita dell'intuizione psicologica per operare ed influire sulla folla. L'oratore riceve dalla massa stessa a cui si rivolge una continua rettifica del suo discorso stesso, perché dal viso degli ascoltatori può sapere se e quanti di essi possono capire ciò che egli afferma e se le sue parole producano il risultato e l'impressione voluta. Al contrario, lo scrittore non conosce i suoi lettori. Quindi egli non tende a priori ad una prestabilita massa umana trovantesi di fronte a lui e parla in maniera vaga. Con ciò perde, fino ad un certo punto, l'acutezza psicologica e l'elasticità. E perciò un bravo oratore sa scrivere meglio di quanto un bravo scrittore sappia parlare, a meno che lo scrittore faccia continuamente dei discorsi. Si aggiunga che la folla in se è indolente, resta legata ai vecchi usi e non prende mano volentieri da sola agli scritti, se questi non corrispondono a quello che essa pensa e non contengono quello che essa desidera. Perciò uno scritto di una data tendenza, è, per lo più, letto, da chi ha attrazione per quello. Tutt'al più un foglio volante o un manifesto può, per la sua brevità, sperare di trovare per un attimo attenzione presso chi ha un'altra idea. Maggiore possibilità ha l'immagine in tutte le sue caratteristiche, compreso il film. In questo caso c'è ancora meno bisogno di usare l'intelligenza: è sufficiente guardare, tutt'al più leggere piccoli testi: per questo molti accettano più di buon grado una spiegazione data con l'immagine che di leggere un lungo libro. L'immagine dà, in poco tempo, quasi di colpo, spiegazioni e cognizioni che lo scritto permette di ricevere solo da una noiosa lettura. Ma fondamentale è questo, che non si sa mai in quali mani arrivi uno scritto: e tuttavia deve mantenere la sua prestabilita compilazione. Normalmente l'impressione è tanto più grande quanto più questa compilazione corrisponde al grado intellettuale e alla mentalità di coloro che lo leggeranno. Un libro scritto per grandi masse deve perciò tentare di operare, con lo stile e con l'elevatezza di concetti, in altra maniera che uno scritto destinato a classi superiori. Solo in questo tipo di capacità di adattamento il libro opera quasi come la parola. L'oratore può parlare dello stesso argomento di un libro, ma se è un brillante e dotato oratore popolare, non riporterà mai due volte, nella medesima forma lo stesso argomento, lo stesso contenuto d'idea. Si lascerà sempre guidare dalla grande folla in modo che gli vengano e gli scorrano con semplicità proprio quelle parole di cui ogni volta ha bisogno per toccare il cuore degli ascoltatori. Se erra, ha sempre di fronte a sé la rettifica vivente. Come affermai, egli può vedere nel cambiamento di espressioni dei suoi uditori se essi capiscono ciò che dice, se possono seguire l'argomentazione complessiva e se siano persuasi che ciò che sentono è giusto. Se l'oratore si accorge che non lo capiscono, ripeterà le sue affermazioni in maniera più facile e precisa, in modo che anche il meno intelligente le possa apprendere. Se vede che i suoi ascoltatori non riescono a stargli dietro, manifesterà le sue idee con tanta saggezza e lentezza che neanche il più povero di spirito resti indietro. E se gli sembrerà che gli ascoltatori non siano convinti dell'esattezza di quello che hanno sentito, ripeterà molte volte, con nuovi esempi i suoi argomenti, dirà egli stesso le repliche non fatte e le confuterà e dividerà finché l'ultimo gruppo di oppositori dimostri, col suo modo di fare e col cambiamento delle espressioni, che si è arreso d fronte alle prove portate dall'oratore. Spesso bisogna abbattere, nelle persone, preconcetti non basati sulla ragione ma inconsci, fondati solo sul sentimento. Il distruggere questo muro di istintivo odio, di avversione sentimentale, di dissenso prevenuto è di molto più difficile che correggere un'idea scientifica difettosa e sbagliata. Convinzioni false o cultura errata possono essere eliminate dall'insegnamento: la forza del sentimento no. In questo caso può essere utile solo un appello a queste forze nascoste; e questo appello può farlo l'oratore, mai lo scrittore. Ne è documento risolutivo il fatto che, a dispetto di una stampa borghese, molto ben fatta, diffusa in milioni di copie fra il nostro popolo, la moltitudine diventò nemica dichiarata proprio del mondo borghese. La pioggia di giornali, tutti i testi pubblicati di anno in anno dagli intellettuali, cadono sui milioni di individui delle classi più basse come l'acqua sul cuoio unto d'olio. Ciò dimostra che uno di questi due fatti o che la materia di tutti questi libri del mondo borghese è bugiarda, o che non si può giungere solo con gli scritti al cuore della grande massa. Specialmente se tali scritti sono psicologicamente così imperfetti come è accaduto finora. Non si contesti (come cercò di fare un grande giornale tedesco-nazionale di Berlino) che è dimostrato il contrario di questa tesi col fatto che il marxismo ebbe una vasta influenza coi suoi scritti, specialmente con l'opera fondamentale di Carlo Marx. Questo significa solo appoggiare nella maniera più superficiale un'idea sbagliata. Ciò che permise al marxismo una incredibile influenza sulle masse, non fu il pregio formale, scritto, di condizioni ebraiche, ma la miracolosa propaganda verbale che col passar del tempo conquistò la' grande massa. In media su centomila operai tedeschi neanche cento hanno letto quel libro, che fu mille volte più studiato dagli intellettuali e specialmente dagli ebrei, che da veri adepti di quel movimento, provenienti dalle classi più basse. D'altra parte, Il Capitale non fu scritto per le grandi masse, ma soltanto per la direzione intellettuale della organizzazione ebraica per la conquista del mondo; organizzazione che poi, fu riscaldata con tutt'altra materia: con la stampa. Perché questo è ciò che contraddistingue la stampa marxista da quella borghese: la stampa marxista è scritta da istigatori, quella borghese vorrebbe attuare l'agitazione per mezzo di scrittori. Il redattore social-democratico, che quasi sempre arriva in redazione dal locale delle assemblee, conosce benissimo i suoi polli. Lo scrittorucolo borghese invece, che esce dalla sua stanza di lavoro per presentarsi alla massa, s'ammala già per l'odore della folla e i suoi scritti non gli sono affatto utili. Ciò che rese ben disposti al marxismo milioni di lavoratori non è tanto lo stile dei dotti marxisti quanto l'inesauribile e veramente formidabile opera di propaganda di decine di migliaia d'instancabili agitatori, dal grande apostolo incitatore, fino al piccolo dirigente di sindacato, all'uomo di fiducia e all'oratore di comizio. Oltre a ciò, le centinaia di migliaia d'assemblee, dove questi oratori del popolo, saliti sul tavolo di osterie piene di fumo, ripeterono le loro concezioni alla folla, diedero loro una meravigliosa cognizione del materiale umano e furono capaci di scegliere le armi migliori per assalire la fortezza dell'opinione pubblica. E furono utili anche al socialismo le grandissime dimostrazioni di massa, quelle schiere di centomila uomini che diedero al piccolo individuo meschino la certezza di essere sì un piccolo venne, ma nello stesso tempo un componente di un grosso drago, sotto l'alito bruciante del quale l'odiato mondo borghese andrebbe un giorno in fiamme e la dittatura proletaria otterrebbe il trionfo finale. Da una tale propaganda vennero fuori individui pronti e preparati a leggere scritti socialdemocratici: scritti che, alla loro volta non sono stampati, ma parlati. Poiché, mentre, nel settore borghese, professori e uomini colti, teorici e scrittori di ogni tipo talvolta cercarono di parlare, nel marxismo, gli oratori cercano spesso anche di scrivere. E proprio l'ebreo, che qui si presenta sovente, generalmente e grazie alla sua falsa capacità e classicità dialettica ha, pure come scrittore, fin l'aspetto di un oratore rivoluzionario che quello di una persona che scrive. Per questa ragione il campo giornalistico borghese (non considerando il fatto che anch'esso è in gran parte ebraicizzato e perciò non trova utilità nell'impartire giuste istruzioni alla grande moltitudine) non può influire affatto sulla mentalità dei più estesi, ceti del nostro popolo. E' difficile cancellare prevenzioni sentimentali, condizioni d'animo, mentalità e sostituirli con altri; il buon esito dipende da situazioni e influssi impensabili: l'oratore di intuito sensibile può calcolare tutto questo da ciò, anche l'ora del giorno in cui il discorso avviene ha un influsso determinante sull'esito di questa. Il medesimo discorso, il medesimo oratore, lo stesso argomento danno risultati diversissimi alle dieci di mattina, alle tre del pomeriggio, e di sera. Anch'io, agli inizi, stabilii assemblee per le ore mattutine; rammento, specialmente, una manifestazione, che facemmo, nelle cantine Kinde di Monaco, per protestare contro la schiavitù di alcuni stati tedeschi. A quell'epoca, quello era il locale

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