mercoledì 5 ottobre 2011

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Generalmente già la Natura delibera e apporta alcune modifiche nel problema della purezza di razza di creature terrestri. Essa non predilige i bastardi. Specialmente i primi risultati degli incroci, ad esempio, nella terza, quarta, quinta generazione, devono soffrire tristemente: non solo non possiedono un valore proprio della più elevata delle caratteristiche originarie dell'incrocio, ma, essendo privi dell'unità del sangue, mancano anche dell'unità di volontà, di capacità di decisione, indispensabile per l'esistenza. In tutte le situazioni particolari, in cui l'individuo di razza pura decide giustamente e in modo unitario, l'individuo di razza mista diventa incerto e prende decisioni non completamente valide. Ciò spiega una certa inferiorità dell'individuo di razze miste di fronte a quello di razza pura, e in realtà implica anche la probabilità di un veloce declino. In moltissimi casi la razza sopravvive, mentre il bastardo muore. In questo bisogna riconoscere una modifica apportata dalla Natura: che spesso si spinge ancora più oltre. Essa riduce la probabilità di diffusione: distrugge lo sviluppo di altri incroci e li porta alla morte. Se, per esempio, un essere d'una razza si unisse ad uno di una razza inferiore ne deriverebbe prima un deterioramento, poi un'infiacchimento di discendenti di fronte ad altri esseri rimasti puri. Se si proibisse alla razza superiore di apportare sangue nuovo ai bastardi, questi morirebbero per la loro minore capacità di sopravvivenza, voluta dalla accorta natura o creerebbero, attraverso i secoli, un nuovo miscuglio in cui le singole caratteristiche primordiali sarebbero fuse a causa dei molti connubi e non sarebbero più individuabili. Così si sarebbe costituita una novella nazione d'una forza di sopravvivenza simile a quelle delle greggi, ma inferiore per pregio spirituale e intellettuale in confronto della razza superiore, attiva nel primo connubio. Ma anche qui il risultato misto avrebbe la peggio nella scambievole lotta per la sopravvivenza, quando si trovasse contro un nemico di una razza superiore unitaria, incontai i i nata da ogni fusione. La profonda unità di questo nuovo fine, l'unità da greg,,e costituitasi nei secoli, non sarebbe sufficiente, a seguito (lei totale decadimento della razza e della diminuita capacità di apprendimento e di creazione a combattere vittoriosamente contro una razza egualmente compatta, ma più elevata di genialità e di civiltà. Possiamo perciò formulare questo concetto efficace: qualunque connubio di razza porta inevitabilmente, allo sparire del risultato misto, fin quan(lo la parte migliore di questo stesso connubio persiste in una compattezza di razza. Il rischio per il risultato misto, è escluso solo quando la razza superiore s'imbastardisce. Su ciò si basa una lenta evoluzione naturale, che lentamente, esclude gli avvelenamenti razziali, finché persiste un certo numero di caratteristiche di razza pura e non avviene più un altro imbastardimento. Quest'evoluzione può crearsi da sé in individui dotati di una profonda tendenza di razza, che soltanto situazioni particolari o una particolare costrizione ha allontanato dalla strada della naturale generazione dei puri di razza. Nel momento in cui questa condizione di forza è finita la parte pura spingerà subito al connubio fra simili impedendo un'altra fusione. E in questo modo i fatti d'imbastardimento passano in secondo piano se il loro numero non si sia già tanto accresciuto che non sia più possibile una vera resistenza delle caratteristiche restate pure di razza. L'individuo che ha perso le sue tendenze naturali e non riconosce il dovere ingiuntogli dalla Natura, generalmente non può più fare affidamento su questa modificazione da parte della Natura, fin quando non ha rimpiazzato con esatte nozioni l'impulso naturale perduto: è compito di queste allora provvedere all'indispensabile opera di rimorchio. Comunque rimane il grosso rischio che colui che non vede più, continui a rompere i limiti di razza e che anche l'ultimo residuo della sua parte migliore finisca col perdersi. In questo caso resta soltanto un miscuglio come desiderano i celebri miglioratori odierni, che lo considerano l'ideale: ma essa in poco tempo distruggerebbe ogni ideale del nostro mondo. Certamente: cosi si potrebbe formare un, grosso gregge, ma da una fusione di questo tipo non proviene mai un individuo portatore di civiltà, creatore o fondatore di civiltà. E allora si potrebbe ritenere finito il più alto compito dell'umanità. Chi non desidera che la Terra abbia questo destino deve capire che la mansione dello Stato germanico è specialmente quella di operare perché sia dato un termine conclusivo ad ogni altro imbastardimento. La generazione dei nostri deboli odierni griderà contro queste idee e si lamenterà di interventi nei sacrosanti diritti umani. No, l'uomo ha solo un inviolabile diritto che è poi un inviolabile dovere, quello di operare affinché il sangue si mantenga incontaminato, perché la sopravvivenza della superiore umanità attui un'evoluzione dell'umanità stessa. Perciò, uno Stato nazionale in primo luogo dovrà innalzare il matrimonio dal grado di un continuo scandalo per la razza, e dargli la legittimità di un ordine chiamato a procreare creature fatte a somiglianza del Signore e non aborti fra l'uomo e la scimmia. La contestazione, non è permessa ad un periodo storico che da una parte dà ad ogni depravato la possibilità di moltiplicarsi, e dall'altra parte concede che in' ogni drogheria e addirittura nei mercati di strada si vendano a poco prezzo miscugli per impedire le nascite anche da genitori sani. Nel presente Stato della calma e dell'ordine, per i rappresentanti di questa bella Società nazionaleborghese, è perciò un crimine ostacolare la procreazione nei sifilitici, nei tubercolosi, in quelli che hanno malattie ereditarie, nei deformi, nei cretini, mentre l'interruzione reale della possibilità di procreare in milioni di esseri sani non è ritenuto un fatto riprovevole e non offende i buoni costumi di questa falsa società, è anzi al servizio della cieca indolenza del pensiero. Perché altrimenti ci si dovrebbe stancare la mente su questo problema: come si possano formare le condizioni preliminari per gli alimenti e per l'esistenza di questi individui che, come sani portatori della nostra nazionalità, dovranno un giorno avere lo stesso compito di fronte alla generazione seguente.

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