mercoledì 5 ottobre 2011
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più grande di Monaco. Per facilitare l'avvento a quelli che erano favorevoli al partito e a tutti quelli che volevano essere presenti, stabilii la riunione per le 10 antimeridiane di una domenica. La conseguenza fu umiliante, ma anche molto educativa: il locale fu pieno di impressione profonda, ma lo stato d'animo freddo! Nessuno si entusiasmò, e anch'io, come oratore mi sentii profondamente addolorato di non essere stato capace di stabilire un'intesa col pubblico. Penso di non aver mai parlato peggio di allora, ma il risultato sembrò negativo. Completamente scontento anche se arricchito di un'ulteriore esperienza, uscii dal locale. In seguito ripetei prove di questo tipo, ma sempre con lo stesso effetto. Di questo nessuno deve stupirsi. Ci si rechi a teatro e si assista ad una commedia alle 3 di pomeriggio e alle 8 di sera, e si resterà meravigliati dell'impressione e dell'effetto. Un individuo di intuito sensibile, che sappia spiegarsi questa diversa condizione di spirito, si accorgerà che la rappresentazione fa minore impressione di giorno che di sera. E ciò è valido anche per uno spettacolo cinematografico: cosa fondamentale, poiché per il teatro si potrebbe affermare che di giorno l'attore non si sforza tanto quanto di sera, mentre il film è sempre lo stesso, tanto nel pomeriggio quanto alle 9 di sera. No, in questo caso, è il tempo, l'ora, che influisce in un dato modo come su me influisce lo spazio, la sala. Certe sale lasciano insensibili, per ragioni difficili da capire e impediscono di creare un'atmosfera favorevole. Inoltre certe memorie, o idee di tradizione, che sono insite nella persona, possono esercitare un influsso sull'impressione prodotta. Così, una rappresentazione di Parsifal produrrà in Bayrenth un'impressione diversa che in nessun altro posto del mondo. Il fascino segreto del teatro «sul colle della pasta» nell'antica città del Margravio non può essere paragonato o sostituito da altro. In tutti questi casi si tratta di esercitare un'influenza sulla libertà della volontà degli uomini: ciò è valido specialmente per le adunanze dove ci sono persone di contrarie volontà, che devono essere persuase ad una nuova volontà. La mattina e durante il giorno, sembra che le forze della volontà umana si ribellino con massima energia ad ogni prova di imposizione della volontà o dell'idea dell'altro: di sera invece si assoggettano facilmente all'autorità di una volontà superiore Perché, in pratica, ognuna di queste adunanze costituisce una lotta fra due forze contrarie. Le qualità oratorie di un carattere di un apostolo e di dominatore saranno più capaci di convincere alla nuova volontà individui naturalmente più indeboliti nella loro capacità di resistenza, che individui ancora nel completo possesso delle loro facoltà volitive e intellettuali. A questo scopo è utile pure l'artificiale e segreta semioscurità delle chiese cattoliche, i ceri accesi, l'incenso, il turibolo, ecc. Nella battaglia fra l'oratore e il nemico da convincere, l'oratore si guadagnerà per fasi quella meravigliosa intuizione delle condizioni psicologiche della propaganda di cui è privo quasi sempre chi scrive. Lo scritto, in genere, per il suo risultato ristretto, serve invece a mantenere, a rinvigorire e approfondire un'opinione, un modo di pensare già esistente, un'opinione in atto. Tutti i capovolgimenti storici veramente grandi non furono provocati dagli scritti: furono, tutt'al più uniti ad essi. Non si deve pensare che la rivoluzione francese avrebbe potuto aver luogo, se non avesse avuto un esercito di incitatori, diretti da demagoghi di grande valore, che frustarono e accesero le passioni del popolo afflitto finché ne conseguì quella terribile cultura vulcanica, che spaventò tutta l'Europa. Così anche, la più grande rivoluzione della nostra epoca, quella bolscevica in Russia non fu prodotta dagli scritti di Lenin, ma dall'opera oratoria che diffondeva odio, di moltissimi grandi e piccoli apostoli aizzatori. La moltitudine di analfabeti russi non fu affascinata dalla rivoluzione comunista leggendo le teorie di Carlo Marx ma dalle promesse di felicità fatte al popolo da migliaia di incitatori, soggetti a un'idea. E' sempre stato così, e sempre sarà così. E' adeguato ai nostri incorreggibili intellettuali, uomini che vivono al di fuori della realtà, il pensare che lo scrittore debba inevitabilmente, avere più spirito che l'oratore. Questa visione dei fatti è manifestata benissimo da una critica del giornale nazionale di cui ho già parlato, il quale nota che sovente si prova una grossa delusione leggendo il discorso di un grande oratore. Ciò mi ricorda un'altra critica che mi capitò tra le mani nel periodo della guerra. Essa faceva un esame particolareggiato dei discorsi di Lloyd George, a quel tempo ministro delle armi e arrivava alla comica constatazione intellettuale e scientifica, che generalmente il loro argomento era volgare e non originale. Mi capitarono allora fra le mani, alcuni di quei discorsi, sotto forma di opuscolo, dovetti ridere del fatto che un comune scrittorucolo tedesco non capisse affatto quelle opere psicologiche eccellenti sull'arte di dominare la folla. Questo scrittorucolo valutava quei discorsi soltanto dall'effetto che producevano sulla sua insensibilità, mentre il grande demagogo inglese tendeva esclusivamente a produrre una grande impressione sulla moltitudine dei suoi uditori e su tutto il popolo inglese dei ceti bassi. Considerati sotto questo aspetto, i discorsi di quell'inglese erano stimabili, perché attestavano una stupefacente conoscenza dell'animo delle grandi classi popolari. In pratica ebbero un risultato eccezionale. Si paragoni con essi l'inutile balbettio di un Bethmmann-Hollweg. In superficie i discorsi di quest'ultimo erano più dotati di spirito, ma in pratica dimostravano l'incapacità di Bethmmann-Hollweg di comunicare col suo popolo, che non conosceva. E tuttavia, la mente da uccellino di uno scrittore tedesco dotato certamente di una elevata erudizione scientifica, riconosce il pregio spirituale del ministro inglese dall'effetto che un discorso tendente ad influire sulla folla provoca sulla sua mente inaridita nella scienza pura e lo confronta a quello di un uomo di stato tedesco le cui futili parole briose trovano in lui un terreno adatto. Lloyd George non è solo uguale, ma mille volte più dotato di un Bethmmann-Hollweg, come è reso evidente anche da questo, che i suoi discorsi gli aprivano il cuore del suo popolo e finirono col permettere che quel popolo fosse soggetto al suo desiderio. Proprio nella naturalezza delle sue parole, nella novità delle sue frasi, nell'uso di esempi intellegibili, facili da capire sta la prova della superiore qualità politica di quell'inglese. Perché non si deve valutare il discorso di una persona di Stato alla sua popolazione dall'effetto che ha su un professore universitario ma dall'impressione che produce sulla popolazione. La mirabile evoluzione del nostro movimento che solo pochi anni fa venne fatto dal niente e attualmente è già considerato degno di essere duramente perseguitato da tutti gli avversari interni ed esterni della nostra nazione, si deve al continuo riconoscimento e applicazione di queste cognizioni. Per il nostro movimento, gli scritti hanno valore, ma, nella condizione attuale, sono utili soprattutto per formare un'educazione eguale e senza dislivelli ai dirigenti alti e bassi e a rendere favorevoli moltitudini nemiche. Non avviene spesso che un social-democratico persuaso e un comunista entusiasta acquisti un opuscolo o un libro nazional- socialista, lo legge, e si costituisca con esso un'idea della nostra concezione del mondo, o studi la critica della sua. Anche i giornali che non fanno parte del partito vengono letti raramente. D'altra parte, le letture, avvantaggerebbero poco: perché l'immagine generale di una sola copia di un giornale è così vaga che provoca un effetto così disorganico il quale non influisce affatto sul lettore casuale. E di individui obbligati a dare valore anche ad un solo soldo non si può pensare, che solo per desiderio di essere oggettivamente illuminati, si abbonino ad un giornale contrario. Soltanto chi già fa parte di un movimento leggerà in maniera continuata il giornale del partito, specialmente per seguire costantemente il partito stesso. Ben diversamente avviene col foglio volante «parlato». Specialmente se viene regalato, esso capiterà nelle mani di questo e di quello, e sarà letto con più piacere se nella soprascritta viene trattato con immagini un argomento di cui tutti si interessano. Forse il lettore, dopo aver guardato il foglio più o meno velocemente, si sentirà spinto ad una nuova visione, a nuove idee e la sua attenzione sarà richiamata su un nuovo partito. Ma in questo modo, anche nelle occasioni migliori, viene data solo una piccola spinta, non si forma però mai il fatto compiuto. Perché il foglio volante può soltanto attrarre l'attenzione su un argomento e può destare impressione solo se è seguito da chiarimenti e istruzioni di base dati al suo lettore. E il dare è e resta mansione delle riunioni di moltitudini. L’adunanza di masse è utile già per questo, che in essa l'individuo, che in principio, essendo soltanto sul punto di diventare un membro del giovane partito, si sente isolato e preso dal terrore di essere solo, vede per la prima volta lo spettacolo di una grande collettività e ne rimane incoraggiato e irrobustito. Un individuo, posto in una compagnia, o in un battaglione, circondato dai suoi commilitoni, si getterà più di buon grado nella lotta, che se fosse solo. Nelle masse si sente ben protetto, anche se vi fossero mille prove per pensare il contrario. Le manifestazioni di massa non solo irrobustiscono l'uomo, ma lo legano e cooperano a formare lo spirito di corpo. L'individuo che, come primo membro di una nuova dottrina, è esposto, nella sua azienda e nella sua officina, a pericolosi intralci, ha necessità di essere irrobustito nella persuasione di essere componente e modello di una estesa collettività. E soltanto una manifestazione di massa può dargli la certezza dell'esistenza di questa collettività. Se egli uscendo dalla piccola azienda o dalla grande industria, dove si sente così piccolo, entra per la prima volta in un'adunanza di moltitudini. L'adunanza di masse è utile già per questo uomini che pensano come lui, se è trascinato dall'affascinante fanatismo di altre tre o quattro mila persone quando ancora cerca la sua via, se il palese trionfo e il plauso di migliaia
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