mercoledì 5 ottobre 2011
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pochi, obbedire a questa solo per un presunto senso del dovere, diventa pura follia e scempiaggine; al contrario, un netto rifiuto può rendere salvo uno Stato. Secondo le attuali disposizioni il comandante avendo, ricevuto dai superiori l'ordine di non sparare ha agito bene se non ha sparato perché l'obbedienza formale ad un ordinamento borghese è più importante del futuro stesso del, Paese. La mentalità nazional-socialista in tali frangenti.. avrebbe ordinato esattamente il contrario in quanto essa considera sacra la patria e non presta orecchio ad ordini di funzionari deboli. In simili frangenti, da soli, si doveva prendere la responsabilità di fronte all'intera nazione. Questa conoscenza non esisteva più nel nostro paese, anzi nel governo, a cui vi era stata sostituita una teoria di puri concetti formali, causa prima del successo dei rivoluzionari. Perché il marxismo ebbe come base il principio che è necessario l'uso delle armi come mezzo pur di raggiungere, il fine proposto. Il pericolo che va dal 7 all' 11 novembre 1918 confermò l'esattezza di questa tesi. Così, il marxismo, scavalcando il parlamentarismo e la democrazia, diede loro il colpo di grazia con criminali senza scrupoli che non esitarono a sparare. Logicamente le' chiacchiere borghesi non servirono a molto. Dopo la rivoluzione i partiti borghesi, anche se sotto un'altra forma riaffiorarono nell'orizzonte politico, uscendo fuori dalle loro tane e dai loro nascondigli. Ma purtroppo la passata esperienza non aveva insegnato loro assolutamente niente tanto è vero che rispolverando l'antico comportamento continuarono ad avere nelle loro chiacchiere l'unica arma. Così anche dopo la rivoluzione non ebbero mai il successo popolare. Quanto all'astensione dei partiti conservatori, questa derivò dal venir meno dei progressisti e dei migliori che avevano lasciato la vita sui campi di battaglia. Inoltre, questi, che praticamente rappresentavano le uniche opposizioni politiche durante il vecchio governo, ritenevano di dover difendere le loro posizioni solo verbalmente in quanto l'uso della forza era compito unicamente dello Stato. Questo modo di pensare denotava una mancanza di solide basi e un serpeggia re di decadenza che era del tutto anacronistico per quei tempi in cui diversi partiti di opposizione non esitavano di ricorrere alla lotta aperta pur di raggiungere i propri scopi. Specialmente al sorgere del marxismo nel mondo democratico l'avviso a combatterlo con armi intellettuali era del tutto assurdo e se ne risentirono le conseguenze. Quando si propose la legge per difendere lo Stato, coloro che erano propensi ad essa non erano sufficienti per la maggioranza e fu allora la codardia dei borghesi, timorosi di essere picchiati dalla folla marxista raccolta davanti al Reichstag, che la fece passare. Purtroppo, a causa di questo atto, non furono picchiati. Così lo sviluppo politico del paese avvenne per una sola via, mancando una vera forza all'opposizione. Le uniche opposizioni vennero dai corpi franchi e dai sistemi di protezione personale e in ultimo dalle Leghe tradizionali. Ma non influirono sulla storia della Germania in quanto mancavano dell'unica forza dei partiti borghesi, cioè un vero ideale politico cui portare avanti la loro causa. Quello che aveva portato alla vittoria marxista fu proprio il compenetrarsi dell'ideale politico alla forza bruta. E fu proprio per questa deficienza che la Germania nazionale non poté portare alcun contributo alla causa del partito in quanto mancavano di una vera forza per la realizzazione di questo ideale. Le leghe di difesa avevano l'unica arma nella forza ma purtroppo nessuna coscienza politica che la potesse avvicinare alla Germania nazionale. E sia nell'uno che nell'altro caso la furbizia ebrea seppe trarre il dovuto vantaggio da queste défaillances avversarie. Gli ebrei, mediante la potente arma della stampa inculcarono l'idea del marchio non politico delle leghe di protezione, e la politica, altrettanto furbescamente ammirò e pretese la semplice intellettualità della lotta. E milioni di tedeschi da perfetti imbecilli la pensarono alla stessa maniera legandosi mani e piedi e immettendosi così nel giuoco ebreo. Ma v'è una scusa anche per questo in quanto la mancanza di un vero grande ideale fu sempre la causa inibitrice della volontà di combattere, in quanto la presa delle armi, per la gravità delle conseguenze, è sempre subordinata alla realizzazione di un nuovo ideale che porti a un nuovo assetto completamente differente, questa infatti è l'unica maniera per fare ricorso alle armi. La rivoluzione francese poté ottenere successo grazie soprattutto al suo nuovo ideale e così la rivoluzione russa, e sempre da questo derivò la forza che permise al Fascismo di dare al paese un nuovo regime. I partiti borghesi sono impossibilitati a compiere tanto. Non solo i borghesi si rifacevano a schemi ormai superati ma anche le leghe di protezione, sempre nella quantità in cui si occupavano della vita sociale. In esse v'erano le superate tendenze alle Associazioni di combattenti che inibirono ancora di più le armi della Germania nazionale e la resero schiava della repubblica. Anche se queste leghe agirono sempre onestamente non sminuisce la caratteristica suicida del loro avanzare. Per questo nella restaurata Reichswehr il marxismo ottenne la forza di cui mancava e coerentemente smitizzò la funzione delle leghe di protezione. Così furono accusati e imprigionati i capi a loro non fedeli e tutti ebbero il destino che si erano voluti. Col sorgere del nostro partito si ebbe un movimento che non adagiandosi su soluzioni anacronistiche tese a dare una nuova organica alla insensata organizzazione statale. Fin dal primo momento il nostro partito si pose come scopo un ideale non disdegnando in caso di bisogno il ricorso alle armi pur di giungere allo scopo. La piena volontà di realizzare questo fine diede il convincimento che per esso si sarebbe dovuto sacrificare qualsiasi cosa. Già ho parlato di una difesa del popolo, e di come, per entrare nelle sue grazie, un movimento lo debba difendere opponendosi alla brutalità degli avversari. Leggendo la storia si può notare come uno Stato senza una reale forza e convinzione, sia impotente a contrastare il pericolo derivato da un nuovo fine e che questo può essere sconfitto solo contrapponendo in maniera risoluta una nuova volontà. Questo fatto, odioso alla burocrazia statale, rimane pur sempre un punto fermo. Infatti un ordinamento statale potrà assicurare pace e tranquillità solo quando in esso vi sia la concretizzazione dei suoi ideali, nel qual caso qualsiasi ribellione viene considerata criminale e tesa a ledere la concezione stessa della Nazione. Così per quanto uno stato tenti di sopprimere con l'uso delle anni ogni tentativo rivoluzionario, dovrà capitolare allorché si trova privo di questa concezione. Il marxismo attaccò lo stato germanico e dopo 60 anni di lotte trionfò benché il governo non fosse stato avido di condanne e di pene anche capitali. Il governo che cedette le anni al marxismo il 9 novembre 1918 non potrà mai uscire vincitore sul marxismo. Già adesso gli incapaci borghesi, le cui mire sono rivolte a conservarsi una poltrona al ministero affermano che la loro politica non deve andare contro gli interessi degli operai intendendo per operai il marxismo. Ma unendo le due cose non solo falsano la verità, ma cercano di nascondere il loro fallimento di fronte all'idea e al meccanismo marxista. Questo continuo cedere da parte dello Stato, aumenta nel movimento nazionalista la volontà di combattere apertamente contro la valorosa Internazionale per realizzare insieme ai russi intellettuali il successo del suo ideale. Ho già messo in evidenza come per prudenza fin dall'inizio abbiamo organizzato gruppi di difesa nei comizi e piano piano essi siano divenuti truppe d'ordine e tesero ad un organico inquadramento. La quale organizzazione poteva sembrare simile alle leghe di protezione ma in effetti se ne distaccava parecchio. In quanto le Leghe non avevano una dimensione politica e si riducevano alla protezione personale organizzata proprio per questo fine: erano un rinforzamento illegale delle forze statali. La loro franchezza dipendeva esclusivamente dalla loro organizzazione e dalle circostanze in cui si dibatteva lo Stato: comunque non si potevano considerare delle istituzioni indipendenti dedite all'esplicazione. Ma non erano tali in quanto non ponevano la loro autonomia al servizio di un nuovo ideale, anche se vi erano alcune prese di posizione che si rivolgevano contro il governo. Non è sufficiente pensare che l'attuale sistema manchi di ideali per raggiungere una concretezza nell'ideologia stessa, la quale si raggiunge soltanto nel momento in cui si conosce un valido ordinamento da sostituire e si pensa che l'unico fine della vita dell'uomo sia quello di vederlo attuato. La differenza sostanziale tra le nostre truppe d'ordine e quelle delle Leghe consiste nel fatto che le nostre rifiutarono di seguire la rivoluzione, ma si impegnarono solo per la realizzazione di una nuova Germania. All'inizio il loro reale compito era quello di prevenire disturbi e attacchi degli avversari durante i comizi. Fin d'allora caricò sempre a testa bassa non per un cieco gusto di violenza ma perché sapeva benissimo che le parole suadenti non servivano a molto allorché si è presi a botte: e il passato è ricco di esempi in cui grandi personalità perirono a causa di insignificanti persone. Quindi il loro scopo era proprio quello di poter permettere ai loro esponenti di divulgare le concezioni del loro movimento senza dover temere il bastone avversario, e d'altra parte capi che non era suo compito difendere un governo che non difendeva il paese. Altresì si pose a difendere il popolo e la Nazione da chi voleva minacciarli. Dopo l'avventurosa riunione tenuta nella Birreria di Corte a Monaco furono fregiati del titolo di reparto di assalto, che voleva mettere in evidenza il loro compito distinguendolo da tutti gli altri e inserendolo nell'organico del movimento. La loro funzionalità e importanza non scaturirono solo da quel comizio ma anche allorché allargammo a tutta la Germania le idee del nostro movimento. Così il marxismo appena vide in noi un possibile rivale tentò con ogni mezzo di sabotare le nostre riunioni. Logicamente il suo gesto, avvenuto a livello politico, destò la massima approvazione nel partito. Ma come si può comprendere la gioia dei borghesi quando la fortuna ci voltava le spalle, essendo stati essi stessi battuti dal marxismo e non avendo più l'appoggio popolare? Forse erano felici solo perché vedevano che non v'era nessuno che poteva riuscire a sconfiggere il marxismo che li aveva sottomessi. Come bisognava comportarsi con i delegati statali, con i questori di polizia, con i ministri che forgiandosi del titolo di nazionali si trovavano sempre a scindere gli interessi dei marxisti in opposizione a quelli nazional-socialisti? Come bisognava comportarci con uomini che pur di ottenere l'appoggio della stampa ebraica si scagliavano contro coloro che li avevano salvati dalla morte e avevano fatto in modo di prevenire la loro impiccagione a qualche lampione? Questo stato di cose colpi tanto duramente il già presidente Pöhener da gridare scandalizzato: “Per tutta la vita il mio scopo principale è stato quello di essere tedesco e non vorrei essere mai scambiato per uno di quei dirigenti che ignobilmente fanno i leccapiedi a chiunque sia il più forte in quel momento”. Ma il fatto più grave fu che a causa di questo comportamento molte persone il cui scopo era quello della difesa del paese, furono dominati da gente simile e per di più cominciarono a comportarsi alla stessa maniera. Quei leccapiedi non esitarono a sfogarsi contro la brava gente, riuscirono a togliere loro il posto e il grado, questo sotto la lurida
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