mercoledì 5 ottobre 2011
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maschera di nazionali. Nessun aiutò si poteva pretendere da simili persone e solo pochissime volte, ci fu concesso. Solo costruendosi una propria forza ci si poteva basare su una sicurezza e su un rispetto universale che sono propri di chi sa difendersi in ogni occasione, potevano sperare. Per l'organizzazione del reparto d'assalto si tese soprattutto a realizzare un'efficiente forza mediante una preparazione fisica e, nello stesso tempo, mediante un preparazione morale, da renderlo il più radicato assertore dell'ideale nazional-socialista, il tutto fatto apertamente senza occulte trame. Soprattutto un fatto mi convinse che il nostro reparto non doveva prendere l'aspetto delle Leghe di protezione e cioè che la difesa di una popolazione può essere attuata solo con l'aiuto statale. Chi la pensa diversamente pecca di presunzione. Infatti non si potranno raggiungere risultati militari da movimenti formati da adesioni volontarie, in quanto proprio per il carattere particolare di questi mancherebbe la base dell'autorità, cioè la punizione. Nella primavera 1919 si poterono realizzare dei corsi franchi ma solo perché nel loro seno vi erano moltissimi ex combattenti ligi agli ordini militari e perché il genere di incarichi che affidavamo comportavano una cieca obbedienza. Cosa che ora non esiste assolutamente nel presente sistema di difesa volontario. Tanto più esso si amplia, tanto meno si può pretendere disciplina da ogni affiliato, e tanto meno assumerà il carattere politico alla stregua delle ex associazioni di combattenti e di veterani. Non si può dare un vero ordinamento militare a tante persone allorché manca la potenza del comando. Solo pochi si adatteranno ad obbedire con la stessa rigidità che vige nell'esercito. Inoltre bisogna tener presente anche i pochi mezzi che possono essere messi a disposizione da una lega di protezione, mentre proprio da questa dovrebbe scaturire un'educazione gagliarda, degna di credito. Sono già trascorsi diversi anni dalla fine della guerra e d'allora più nessun giovane ha ricevuto una concreta educazione militare e non deve essere certo compito della lega ricevere nel suo seno solo persone dotate di esperienza militare se no sarà indirizzata ad una lenta morte. Tra vent'anni la leva del 1918 non potrà più combattere e così questo movimento prenderà sempre più la caratteristica delle vecchie Associazioni di combattenti. Ma non è certo questo il compito di una Lega di protezione che come dice lo stesso nome vuole fornire non solo un rispetto alla tradizione, ma soprattutto badare alla protezione e alla difesa mediante l'istituzione di un corpo difensivo. Questo comporta la creazione di una organizzazione per l'istruzione militare cosa che non si può permettere. Un'ora o due alla settimana sono troppo poche per creare un combattente, d'altra parte sono appena sufficienti due anni di leva per insegnare al soldato tutti i suoi compiti. La guerra è stata la prova della catastrofe che deriva da un cattivo servizio militare. Gli stessi volontari che per 15 o 20 settimane diedero tutto se stessi, durante la istruzione, si risolsero, in pratica, in tanti menomati buoni solo ad essere uccisi. Così fu necessario affiancarli ai veterani con i quali, nel giro di 6 mesi, riuscirono a rendersi utili elementi di un esercito: e tutto ciò sotto la guida dei veterani. Non si può formare un esercito di combattenti senza autorità e, con un istruzione di poche ore alla settimana! Questo servirebbe a tenere in allenamento dei veterani ma non a fare dei giovani tanti soldati. E i risultati sono ancora più scarsi se si considera che mentre si costituisce, con più o meno istruzione, una lega volontaria di protezione di 2000 persone risolute (gli altri non contano), lo Stato con i suoi ideali di democrazia e di pace fa deviare dal loro istinto patriottico milioni di giovani, indirizzandoli su vie meno bellicose, integrandoli nel suo sistema. Da ciò deriva l'assurdità di inculcare nei giovani idee di protezione e di difesa. Un altro argomento mi indusse a non dare fiducia a Leghe di protezione basate sui volontari. Ammesso e non concesso che superando questi scogli una Lega riesca ad impartire a diverse persone un'educazione difensiva, sia per la parte intellettuale che per la parte fisica e politica dell'uso delle armi, ciò non darebbe alcun profitto di quanto non sarebbe tollerato da uno Stato che ha fini diversi, rispecchianti la volontà dei suoi dirigenti. Quando un governo non appoggia, anzi bandisce la forza militare, non facendovi mai ricorso tranne che per salvare la propria sorte, allora questa non servirà a niente. E oggi accade proprio questo. E' sciocco dare una preparazione militare ad alcune migliaia di persone quando lo Stato, poco tempo prima ha mandato al macello otto milioni e mezzo di soldati perfettamente preparati, offrendo, in cambio delle loro sofferenze, il pubblico disprezzò. Come si può preparare dei soldati per un governo che li insultò, strappò loro le decorazioni ed insudiciò la loro bandiera? Cosa ha fatto il Governo per onorare il glorioso esercito e punire i denigratori? Niente, anzi ai denigratori ha dato in premio alte cariche. Come suonano di scherno le parole pronunciate a Lipsia: “il diritto va con la forza”!Nel nostro Stato la forza è in mano ai rivoluzionari che, con la loro turpe azione ai danni del paese, hanno compiuto il più alto tradimento della storia del popolo tedesco. Per questo non vale la pena giovare a questo governo creandogli un valido esercito. L'importanza che esso diede, alla causa militare anche dopo la rivoluzione del 1918, si può meglio notare dall'atteggiamento preso contro le organizzazioni di difesa. Queste finché si batterono per la difesa di, persone vigliacche, fedeli alla causa della rivoluzione, furono accettate. Ma quando l'infiacchimento dello Stato non portava loro più alcuno pericolo e le leghe si rivolgevano verso il consolidamento della politica nazionale, allora non servirono più e pensarono bene di eliminarle. Nella storia sono rari i casi di riconoscenza da parte dei potenti, ma non c'è un solo fedele alla nuova borghesia che sia sicuro di ottenere la riconoscenza da questi rivoluzionari che si sono comportati da assassini, sfruttatori e traditori del popolo. Io, giudicando se fosse o no giusto creare Leghe volontarie di protezione mi sono sempre domandato “per chi addestro i giovani? Quale scopo sarà loro affidato in una guerra?”. La risposta che ricavai fu la migliore indicazione per il mio comportamento. Se questo governo dovesse un giorno servirsi di questi dementi, non li impiegherebbe per la difesa del popolo dallo straniero, ma per salvare sé stessi, sanguisughe della Patria, dall'esplosione d'ira di tutto un popolo ornai giunto al massimo dell'esasperazione. Per questo il nostro reparto d'assalto aveva un assetto completamente diverso da quello militare. Doveva servire come mezzo di protezione e di propaganda dei movimento nazional-socialista ed i suoi doveri erano differenti da quelli delle Leghe. li suo sviluppo non doveva essere un segreto, non doveva avvenire di nascosto perché tutto ciò che è segreto non è legale e quindi non può avere tutta l'autonomia di movimento che gli occorre. Poi, a causa del carattere del popolo tedesco, non è possibile divulgare un qualche cosa tenendolo segreto o nascondendone i veri fini: ogni prova sarà infruttuosa. Bisogna far capire al marxismo che l'uomo della strada ha fiducia nel nazional-socialismo e che un giorno giungerà a comandare. Inoltre un movimento segreto può provocare dei dubbi negli elementi che lo formano, nel senso che perdendo di vista il fine e la maniera di giungervi, arrivano a credere che un'azione omicida possa dare una svolta completa al destino della nazione. Questa concezione ha dei precedenti storici: quando, per esempio, il Governo di un popolo è nelle mani di un tiranno, la cui grande personalità è l'unica base del suo dominio. Allora può essere che, dal popolo, un uomo possa compiere l'estremo gesto nei confronti di questo, a sacrificio della propria vita. La polizia oggi può contare in un più grande numero di ubriaconi, di malfattori che, come Giuda, sono pronti a tradire per 30 denari, pronti a dire ciò che potrebbero sapere e a mentire su ciò che torna loro utile. C'è poi da considerare che non tutti sanno serbare il segreto, e ciò è importantissimo.. Solo pochi sono in grado, dopo selezioni durate anni, di organizzarsi in sette segrete: ma il loro esiguo numero non servirebbe per la causa del movimento nazional- socialista. Per il nostro ideale ci servono migliaia di soldati pronti a tutto e non cento o duecento arditi settari. Non si deve procedere mediante adunanze segrete, ma in grandiosi cortei di massa. Non si deve andare avanti con il solo uso della violenza, ma al contrario, facendo convergere il popolo alle proprie idee. Solo la concezione repubblicana di malfattori coscienti dei propri errori può giudicare riprovevole un tale gesto, ma il più noto esponente della libertà rese eterno, nel suo “Tell”, la nobiltà di quei gesti. Nel 1919 e nel 1920 vi furono appartenenti a sette segrete che esausti delle condizioni miserevoli del loro paese e spronati dagli esempi storici cercarono di eliminare i colpevoli di quello stato di cose, sicuri di riportare all'antica prosperità il paese. Ma erano atti inutili in quanto la saldezza del marxismo non risiedeva in questo o in quell'uomo ma nella debolezza e nella vigliaccheria del mondo borghese. Il più grande colpo che si può rinfacciare a questo è proprio data dalla sua sottomissione alla rivoluzione benché da questa non sia sorta nessuna grande personalità. E' comprensibile il cedere di fronte a un Marat, ad un Danton, ad un Manot ma non lo è più il cedere di fronte all'isterico Schiedemann, al grasso Eryberger, a un Federico Eber e a tante nullità politiche. Non c'era nessun uomo che spiccasse per genio, tale da porre in seno pericolo il paese: vi furono solo sanguisughe e specie di spartachisti. Il sopprimerli non dava giovamento: sarebbero stati sostituiti da altri due con le stesse tendenze e le stesse capacità. In quel periodo, si contrastavano questi tipi di soluzione non adatte nella nostra epoca di nullità. Alla stessa maniera si risolve il quesito se fosse necessario sopprimere i traditori della nazione. E' stupido uccidere un uomo perché ha ceduto la sua arma quando il paese è governato da persone che cedettero l'intero Reich, che sono responsabili della morte di 2 milioni di uomini, e di altrettanti mutilati, e intanto sbrigano i loro compiti nella massima tranquillità, propria dei repubblicani. E' cretino eliminare traditori tollerati dallo Stato, perché lo stesso incolperebbe di omicidio il sano idealista che compisse il gesto. Ma allora viene naturale la domanda: un piccolo traditore deve essere ucciso da una misera persona o da un idealista? Nel primo caso il buon esito non sarebbe sicuro e in ogni caso il tradimento vi sarebbe dopo, nel secondo, per una persona di secondaria importanza viene esposta la vita di un idealista. Quanto a me sono del parere che non bisogna colpire i piccoli lasciando i grandi ma invece bisognerebbe istituire una corte di giustizia nazionale che condanni qualche migliaio di responsabili del tradimento di novembre e di tutto ciò che derivò da quell'atto. Questo servirà di esempio a quei miseri uomini che tradirono. Queste deduzioni mi portarono ad evitare le società segrete, a sconsigliare i reparti d'assalto a diventare così. Tenni infine in disparte il nazional-socialismo da tentativi fatti da inesperti tedeschi, spinti da un grande idealismo, che purtroppo non sfociarono a nulla di concreto per la salvezza del paese. Dal fatto che il reparto d'assalto non doveva avere le caratteristiche né di un esercito militare né di una organizzazione segreta ne scaturivano queste conclusioni: la prima è che la loro funzione non poteva essere militare ma si doveva adattare alle esigenze del partito. Poiché gli elementi del reparto avevano bisogno di un allenamento fisico questo non doveva avere un carattere militare ma agonistico sportivo. La boxe e lo Jiu-Jjtsu, li ho sempre considerati importanti per la difesa e il fatto che questo non sia stato tenuto nella sua giusta importanza è negativo. Si indirizzino sei milioni di persone allo sport e la nazione ne gioverà in amor patrio e in agonismo, così in due anni se ne potranno fare degli ottimi soldati con una giusta istruzione.
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