mercoledì 5 ottobre 2011
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Ma questo modo di agire è spregevole e senza ideali. Non ci si impegna più ad educare i migliori per le generazioni seguenti, ma si lascia che le cose seguano il loro corso. Anche le nostre Chiese peccano contro l'immagine Dio, anche se ne danno risalto al valore, e ciò corrisponde al loro odierno modo di comportarsi: esse si occupano sempre dello spirito ma permettono che l'uomo, portatore dello spirito, si trasformi in un abietto proletario. Poi ci mostriamo meravigliati, con facce stupide, della poca autorità che ha oggi la fede cristiana sul nostro paese, sull'ateismo di quella gente mal fatta nel corpo e quindi anche abbruttita spiritualmente e cerchiamo un equilibrio nel convertire Ottentotti, ZuIù, con la benedizione della Chiesa. Mentre, grazie a Dio, gli uomini Europei si ammalano di lebbra fisicamente e spiritualmente, il religioso missionario si reca nell'Africa centrale e crea missioni per i negri: così la nostra civiltà superiore farà anche li di individui sani, anche se incivili e non evoluti, una sporca razza di bastardi. Sarebbe più umano e naturale questo: che le nostre due chiese cristiane, piuttosto che infastidire i negri con missioni, dai negri non volute né capite, insegnassero con bontà e con coscienza ai nostri uomini europei, che quando i genitori hanno qualche tara è azione più grata a Dio l'aver compassione di un piccolo orfano sano e dargli dei genitori, piuttosto che generarle un bambino malato, portatore di dolori e di sciagure a sé e ad altri. Lo Stato nazionale deve riacquistare ciò che nel presente riguardo è tralasciato da tutte le parti. Deve porre la razza alla base dell'esistenza generale. Deve preoccuparsi di mantenerla incontaminata. Ha il dovere di affermare che il bambino è il bene più prezioso di un popolo. Deve permettere che soltanto chi non èmalato procrei figli, che sia contro la morale il generare bambini quando si è malati o difettosi e privarsi di ciò risulta il più alto pregio. Ma, invece, deve essere giudicato biasimevole portar via alla nazione bambini sani. Lo Stato deve servirsi, per attuare ciò, delle più moderne scoperte mediche. Deve affermare che è incapace di procreare chi soffre di una malattia evidente o chi porta tare ereditarie e che quei mali può tramandare ai suoi discendenti e causare in realtà questa incapacità. Ha il dovere anche di disporre che la fecondità della donna sana non sia ridotta dall'indecente economia e dalla finanza di un'organizzazione statale che trasforma quella fortuna che è il bambino in una sfortuna per i genitori. Deve annullare quella indolente, delittuosa insensibilità con cui occupa oggi delle premesse sociali della grande quantità, dei figli, deve diventare il massimo difensore di questa immensa fortuna di un popolo. Deve aver cura più del bambino che dell'adulto. Perciò lo Stato deve apparire come il conservatore di un futuro millenario di fronte al quale la volontà e l'egoismo dell'individuo non hanno nessun valore e devono sottomettersi. Chi è malato o indegno di corpo e di spirito non è giusto che riproduca i suoi patimenti nel corpo di un bambino. Su questo punto, lo Stato nazionale, deve esercitare una grande opera di educazione che in seguito sembrerà un'opera imponente, più imponente della più grande vittoria dei nostri tempi borghesi. Lo Stato deve, con l'educazione, chiarire agli uomini che l'essere malati e fragili non è scandaloso, ma solo una sfortuna degna di pietà, che è crimine e vergogna perdere l'onore e mostrare egoismo perpetuando il male e i difetti in creature senza colpa. E che perciò è dimostrazione di finezza d'animo, di mentalità evoluta, di generosità degna di stima il fatto che chi non è sano, sacrificandosi a non avere figli propri, si dedichi con amore e con benevolenza ad un piccolo, sfortunato, sconosciuto figlio della sua nazione, sano e che promette di diventare in futuro un vigoroso appartenente ad una forte comunità. Lo Stato deve riconoscere in quest'opera di educazione il completamento spirituale della sua azione pratica. Deve comportarsi così senza preoccuparsi della comprensione o incomprensione, delle opinioni favorevoli o contrarie. Basterebbe per seicento anni non permettere di procreare ai malati di corpo e di spirito per salvare l'umanità da un'immane sfortuna e portarla ad una condizione di sanità oggi pressoché incredibile. Quando sarà tradotta in realtà, consciamente e ordinatamente, e agevolata la facoltà di generare della parte più sana della nazione, si otterrà una razza, che almeno alle origini, si sarà liberata delle cause del presente abbrutimento fisico e spirituale. Se una nazione o uno Stato operano in questo senso, si occuperanno poi inconsapevolmente dell'incremento del nucleo della nazione migliore riguardo alla razza e dell'accrescimento della sua fertilità: e alla fine tutta la nazione avrà il frutto d'un tesoro razziale generosamente preparato. Per ottenere questo risultato bisogna che lo Stato non lasci al caso la colonizzazione di paesi conquistati da poco, ma la sottometta a leggi specifiche. Commissioni adatte devono rilasciare un certificato di colonizzazione ai singoli e il certificato deve essere logicamente collegato con una purezza di razza da decidere. In questo modo si potrebbero gradatamente creare colonie di secondaria importanza, costituite da persone di razza pura. Esse costituirebbero un pregiato tesoro nazionale della comunità popolare; la loro presenza darebbe felicità, fede e orgoglio a ciascun componente della nazione, ed in esse si troverebbe anche la premessa di una grande, futura evoluzione della nazione e di tutta l'umanità. Per concludere, nello Stato nazionale, l'idea razzista deve accelerare l'avvento di quella meravigliosa era in cui gli uomini non si preoccupavano più di allevare cani, cavalli e gatti, ma di evolvere l'uomo stesso: era che sarà per alcuni di tacito ed assennato sacrificio, per altri di doni e di rinunce gioiose. Non si può negare che ciò possa avvenire in un mondo in cui centinaia di migliaia di individui restano spontaneamente celibi, senza nessuna altra costrizione o legame che un comandamento della Chiesa. Non sarà possibile un identico sacrificio se al posto di questo comandamento si introduce quello di porre fine al peccato originale ancora agente, della contaminazione della razza, e di dare al divino Fattore uomini quali esso stesso creò? Sicuramente lo spregevole numero di piccoli borghesi odierni, non capirà mai queste cose. Le derideranno, o scuoteranno le spalle curve, o faranno le loro eterne larnentele: «Sarebbe in sé una cosa meravigliosa, ma è irrealizzabile!». Certamente con voi è inattuabile, il vostro mondo non riuscirà ad attuarla. Per voi c'è un unico pensiero: la vostra esistenza personale, e un unico Dio: il vostro denaro! Ma noi non ricorriamo a voi, ma alla grande schiera di quelli che sono poveri poiché la loro esistenza esprima la più grande felicità della terra, a quelli che onorano non il denaro, ma altri Dei, ai quali dedicano la loro vita. Prima di tutto ci rivolgiamo al meraviglioso esercito dei nostri giovani tedeschi. Esso cresce in una grande era e combatterà contro i mali fatti dall'ignavia e dall'insensibilità dei suoi padri. I giovani tedeschi saranno in avvenire i creatori di un nuovo Stato nazionale, o saranno gli ultimi ad assistere alla definitiva caduta della società borghese. Poiché, quando una generazione è dilaniata da sbagli che discerne e dichiara propri, e tuttavia, come accade nella presente società borghese, si limita ad affermare che non è possibile rimediare, è indice che una tale società è destinata ad estinguersi. Ma è tipico della nostra società borghese proprio questo, che non può ostinarsi a negare la propria debolezza. Essa deve riconoscere che molte cose sono sporche e mal fatte, ma non riesce a decidersi di lottare contro il male, ad unire con ferma volontà la forza di un popolo di sessanta o settanta milioni di individui e ad allontanare un rischio. Al contrario: se ciò accade in altri paesi, si critica stupidamente e si tende a dimostrare che ciò che è avvenuto è impossibile teoricamente, e ad affermare che è inattendibile il successo., Qualunque spunto, anche sciocco, appoggia la loro grettezza di nani e le loro inclinazioni intellettuali. Se, per esempio, tutto un continente combatte l'alcoolismo onde evitare ad un popolo la rovina di quel vizio, la nostra società borghese europea non sa far altro che meravigliarsi e tentennare il capo, con un sorriso di superiorità trova comica la cosa, e questo desta una viva impressione in una società cosi comica! Ma se ciò è inutile, in qualche parte del mondo si opera contro le intoccabili e nobili leggi generali, e con esito favorevole, allora come affermai, si dubita almeno dell'esito favorevole e lo si porta ad un livello inferiore, si osa di opporre principi dell'etica borghese a una battaglia tendente ad annientare un'immensa immortalità. No, su questo punto non dobbiamo ingannarci, la borghesia odierna ha ormai perso ogni pregio per qualunque missione dell'umanità, solamente perché non ha qualità, è cattiva: e secondo me, è cattiva non tanto volontariamente quanto per pigrizia e di tutto quello che ne consegue. Perciò, anche quei circoli politici detti «partiti borghesi» orinai non sono altro che associazioni di utilità di alcune categorie sociali o gruppi di professionisti, e la loro più alta mansione è soltanto quella di operare in nome dei propri interessi. E' chiaro che una siffatta associazione borghese politica è adatta a tutto meno che alla lotta: specialmente quando il gruppo nemico èformato da masse proletarie e pronte a tutto, non da cauti mercanti. *** Se accettiamo come primo compito dello Stato, per giovare al popolo, il mantenimento, la cura e l'evoluzione delle migliori caratteristiche della razza; è evidente che i provvedimenti statali debbono ampliarsi fin dalla nascita del piccolo figlio della nazione, e che lo Stato debba educare il fanciullo per farne un altro elemento di una continua i propagazione della razza. E come, generalmente, la condizione preliminare della capacità di sviluppo spirituale si trova nelle facoltà di razza di un dato tipo umano, così anche nell'uomo si deve curare e rendere migliore la salute del corpo. Perché lo spiri(o sano e forte si trova soltanto in un corpo sano e forte. Non nega ciò il fatto che talvolta i geni furono malati o magari infermi. Sono solo eccezioni che, confermano la regola Ma quando la moltitudine di un popolo è formata da degenerati, è insolito che da una tale situazione si distingua una grande intelligenza. E anche se avvenisse, le sue opere non avrebbero buon esito. Il popolo da non poter seguire il volo di una tale aquila. Lo Stato nazionale deve, dopo aver capito ciò, tendere la sua totale opera d'educazione, in primo luogo non spregevole o non lo capirà o sarà di volontà così fragile ad imprimere nell'animo semplici nozioni, ma a far crescere corpi sani. Soltanto dopo, in un secondo momento segue lo sviluppo delle facoltà intellettuali. E a questo punto deve avere la precedenza lo sviluppo del carattere, della forza di volontà e di decisione e l'educazione deve istruire sulla felicità che può dare la responsabilità: ultimo posto deve avere l'insegnamento scientifico. Perciò uno Stato nazionale deve cominciare dalla condizione preliminare che un individuo poco colto in campo scientifico, ma sano di corpo, di carattere buono e forte, serenamente deciso e di volontà ferma, ha maggior valore per una comunità nazionale che un fragile, intelligente e ricercato. Una popolazione di uomini colti che in più fossero pigri pacifisti, tralignati nel corpo e senza volontà non solo non otterrà il paradiso ma non si garantirà neanche la vita
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