mercoledì 5 ottobre 2011
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La posizione geografica e militare del Reich era considerata come un motivo di rimessa contro l'eccessivo ingrandimento della Germania. Il profilo della costa era piatto, piccolo e impervio per un futuro pericolo marino dell'Inghilterra, mentre i confini di terra erano troppo vasti e nudi per interessare gli altri Stati. Diversa è oggi la situazione francese: divenuta la prima potenza militare non aveva più rivali nel continente; difesa dalla Spagna e dall'Italia dai confini naturali meridionali; difesa dalla Germania dall'insufficiente forza della nostra patria; ed infine difesa dall'Inghilterra dalle coste che fanno da schermo ai punti di forza dell'impero britannico. Gli aerei e i cannoni francesi a lunga gittata minacciano i punti di forza inglesi, mentre il commercio navale è insidiato dai sottomarini francesi. Una guerra sottomarina sulla lunga costa atlantica e all'ampia grandezza delle rive francesi nel Mediterraneo e nell'Africa settentrionale, avrebbe potuto danneggiare sensibilmente l'Inghilterra. Così il risultato della guerra contro l'ingrandimento della potenza tedesca fu la nascita della potenza francese sul continente il trionfo militare fu dato alla Francia che diventò la prima potenza continentale, mentre l'America diveniva la più potente sui mari. La soluzione economica fu la concessione ai vecchi alleati di vaste zone d'interesse britannico. I vecchi fini politici inglesi vagliano, e sperano in una catalizzazione dell'Europa; mentre quelli francesi vogliono la catalizzazione della Germania. Fine inglese è quello di bloccare qualunque potenza continentale europea che acquisti un'importanza mondiale, perciò di lasciare un equilibrio di forze tra le nazioni europee: poiché questo principio è quello che permette la potenza mondiale inglese. Il fine francese invece è quello di bloccare la crescita della potenza tedesca, di far sorgere un'organizzazione di piccoli Stati tedeschi, di potenza uguale, senza essere diretti da uno solo, di insediarsi sulla riva sinistra del Reno, capace di creare, e a far rimanere la sua potenza in Europa. Quest'ultimo fine della diplomazia francese sarà sempre in coppia con il fine ultimo della politica inglese. Colui che, iniziando da questi argomenti, si mette a studiare le possibilità che ha la Germania di avere alleati, do. ve riscontrare che l'unica alleata possibile è l'Inghilterra. I postumi della politica inglese di guerra furono e sono terrificanti per la Germania, pur tuttavia non è possibile negare che oggi l'Inghilterra non ha più ragione per distruggere la Germania: anzi, la politica inglese dovrà frenare sempre maggiormente la volontà francese di primeggiare. Però la politica di alleanza non si percorre più su strade di contrasti vecchi, anzi è produttiva riconoscendo le esperienze vissute. L'esperienza dovrebbe insegnarci che le alleanze realizzate per giungere a fini negativi, sono internamente instabili. Per fondere globalmente i destini dei popoli si ha bisogno di credere ad un comune trionfo, di comuni vittorie di un ingrandimento dì forze per entrambi gli alleati. Il nostro Stato non si occupa molto della politica estesa, come risulta anche dai fatti riportati dalla cronaca circa la simpatia più o meno forte che i politici stranieri hanno per i tedeschi. In questi stati d'animo di tali uomini verso la nostra popolazione, si nota un'assicurazione di un'amichevole politica verso di noi. E' stupido ciò, quasi inconcepibile, è una speculazione della semplicità sul piccolo borghese che fa della politica. Naturalmente, qualunque statista inglese si sentirà pienamente inglese, ogni americano si sentirà americano, e, nessun italiano si sentirà di fare una politica che quella pro-italiana. Chiunque pensa di costruire una alleanza con altri Stati su una concezione fraterna dei responsabili di questi Stati, o è un imbecille o è un bugiardo. La base di un congiungimento degli interessi di popoli non si fonda sulla stima o sulla simpatia reciproca, ma soltanto la sicurezza che tutti gli alleati abbiano dei vantaggi. Perciò se non è falso che una persona di Stato inglese agirà sempre in conformità alla politica anglosassone e non a quella tedesca, è anche giusto che alcuni fini di questa politica anglosassone si con.! giungano con quelli tedeschi. Ciò può essere vero in generale fino a un dato limite, dopo di ciò si può anche capovolgere la situazione. Ma la finezza di un governante emerge nell'imbastire, per giungere in un lasso di tempo ai propri fini, quelle alleanze che per proteggere i propri fini devono seguire la stessa strada. La messa in atto immediata di questi postulati, è legata alla soluzione che si trova soddisfando alla seguente domanda: quali sono quelle Nazioni che non barino oggi un interesse speciale alla globale dispersione di un'Europa centrale tedesca, in modo da far salire la forza economica militare francese al punto di una potenza assoluta? Quali sono gli Stati che per sopravvivere e per ampliare la loro tradizionale politica, dovranno scorgere nella potenza assolutistica francese un pericolo per il loro futuro?
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