mercoledì 5 ottobre 2011
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su questa terra. Non accade di frequente che nelle grosse sciagure sia costretto a cedere quello che sa meno: perisce quello che dalle sue cognizioni estrae fragili risultati e li attua in modo pietoso. Se ha valore la frase di Moltke: «col tempo solo il capace ha fortuna», ha certamente valore per la relazione fra corpo e spirito: anche lo spirito sano, col tempo vivrà, di norma, in un corpo sano. Perciò, l'educazione fisica non è nello Stato nazionale mansione dell'uomo, o compito che riguarda in primo luogo ai genitori e in secondo o terzo momento la comunità: ènecessità per l'esistenza del popolo, rappresentato e curato dallo Stato. Per concludere, anche in questo caso deve esserci una ben stabilita armonia. Un corpo marcio non sarà affatto reso più bello da un'intelligenza meravigliosa, anzi, il più elevato sviluppo fisico non sarebbe giustificabile se contemporaneamente quelli che lo portano fossero difettosi, storpi senza volontà, esitanti e vili. Quello che rende eterno l'ideale di bellezza greco è la splendida armonia di una radiosa bellezza fisica con uno spirito ammirevole ed una anima pregiatissima. Già nel presente, per quanto riguarda l'educazione esclusivamente scientifica, lo Stato decide per l'uomo e protegge gli interessi della comunità, dal momento che, lo desiderino o no i genitori, costringe il bambino a frequentare la scuola. Egualmente e in misura molto più elevata lo Stato nazionale dovrà un giorno far rispettare la sua autorità di fronte all'ignoranza o alla mancanza di comprensione da parte degli individui nelle questioni che riguardano la salute della nazione. Esso dovrà svolgere la sua opera educativa in modo che i giovani vengano curati regolarmente fin da piccoli, e vengano rafforzati e induriti per la vita futura. Specialmente dovrà fare attenzione affinché non venga educata una generazione di sgobboni. Quest'opera di preparazione alla vita e di educazione deve cominciare dalla giovane madre. Come fu possibile, dopo un'opera diligente di anni, far sparire l'infezione dai parti e limitare la febbre puerperale, così deve essere possibile fare con un'adeguata educazione delle sorelle e della madre stessa già nella prima infanzia, un lavoro che sarà un buonissimo fondamento per un ulteriore sviluppo. In uno Stato nazionale la scuola deve lasciar libero per l'educazione fisica molto più tempo. Non è indispensabile colmare i cervelli giovani di una quantità di nozioni di cui, come sappiamo per esperienza ricorderanno solo la minima parte e non il necessario ma solo le cose di poco valore perché il fanciullo non può fare una razionale scelta degli argomenti che gli vengono imposti. Nei tempi odierni, anche nel programma delle scuole inedie sono destinate alla ginnastica soltanto due ore alla settimana e la frequenza alle lezioni di educazione fisica non e neanche obbligatoria: ma questo è un grossolano equivoco, dovuto ad una educazione esclusivamente intellettuale. Non dovrebbe trascorrere neanche un giorno seri/a che il fanciullo ricevesse almeno un'ora al mattino e una alla sera di educazione fisica, in qualunque tipo di sport e d I ginnastica. E bisogna principalmente ricordare uno sport che proprio a molti «nazionali» appare come disprezzabile e incivile. E' inconcepibile quante idee errate siano sparse sulla boxe nei circoli «colti». E' ritenuto naturale e lodevole che il giovane impari a tirar di scherma e ne sia orgoglioso, ma la boxe è considerata incivile. Perché? Nessun altro sport i I sveglia in modo così forte lo spirito d'assalto, richiede così pronta decisione, rende forte ed elastico il corpo. Se due giovani risolvono coi pugni una contesa non è a (Tatto un atto più grossolano che se la risolvessero con una scherma raffinata. E uno che è stato assalito, se combatte contro l'aggressore usando i pugni, non si comporta meno coraggiosamente che se fuggisse o chiamasse una guardia in sua difesa. Ma il ragazzo giovane e sano impara anche a subire i colpi. Ciò apparirà incivile ai nostri contemporanei combattenti dello spirito. Ma lo Stato nazionale non ha la mis,,Ione di crescere una società di esteti pacifisti e di degenei ati: esso non riconosce l'ideale umano in onesti piccoli borghesi, o in vecchie pure zitelle ma nella coraggiosa personificazione della forza, e in donne adatte a generare uomini. Generalmente lo sport deve soltanto fortificare e rendere elastico e coraggioso l'individuo ma anche rendere solido il corpo e insegnare a subire le sfortune. Se la nostra classe intellettuale non avesse avuto una educazione così raffinata e avesse imparato la boxe, si sai ebbe impedito ai lenoni, ai disertori e a una tale gentaglia (il fare una rivoluzione in Germania. Poiché la rivoluzione fu vittoriosa non per gli atti arditi, forti, coraggiosi di quelI I che la facevano ma per la vile commiserevole indecisione di quelli che dirigevano lo Stato e ne avevano la responsabilità. Ma i nostri capi spirituali avevano ricevuto soltanto un'educazione spirituale, perciò restarono attoniti quando i nemici presero non le armi spirituali ma i bastoni. E ciò avvenne proprio perché la nostra scuola superiore non istruiva uomini ma funzionari, ingegneri, tecnici, chimici, letterati, avvocati, e perché questa classe intellettuale non si estinguesse, professori.
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