mercoledì 5 ottobre 2011

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Perciò ci si deve chiedere ora chi sia in grado di affrontare una guerra per riprendersi i territori persi. Da parte mia posso affermare che ho ancora abbastanza energia da comandare un futuro battaglione, composto da capi di partito, da molti cialtroni parlamentari e da gloriosi consiglieri, per riprendere il Basso Tirolo. Sarei felicissimo, se in un prossimo futuro, due shrapnells esplodessero sopra una così bella manifestazione di proteste. Penso che se una volpe entrasse in un pollaio il chiasso non sarebbe più forte e che i polli non scapperebbero più velocemente di quanto si dileguerebbe una simile manifestazione. Ma la cosa più brutta di questa questione rimane il fatto che queste persone non pensano di riuscire a risolvere quel caso per questa strada. Tutti comprendono l'impossibilità delle richieste, che le loro azioni sono inutili. Agiscono in questo modo poiché è più semplice parlare di riprendere il Tirolo oggi, di quanto risultava ieri combattere per difenderlo. Tutti fanno ciò che possono; ieri molti di noi morirono; oggi questi dicono molte parole. Ha un significato guardare certe confederazioni legittimistiche di Vienna che si fanno belle del loro modo di agire per impossessarsi del Basso Tirolo. Sette anni fa la loro splendente casata, con la delinquente azione di giurare il falso e di tradire, aiutò la coalizione mondiale a conquistare pure il Basso Tirolo. In quel periodo queste confederazioni, non tenendo in considerazione il Tirolo ed il resto, pensarono soltanto ad aiutare la politica della loro vigliacca casata. E' chiaro che in questo periodo risulta molto più semplice combattere per ciò che si è perso, ma si combatte soltanto con mezzi linguistici: è più semplice strillare in una riunione di proteste, colmi di magnanima indignazione, e stampare articoli sui quotidiani che, ad esempio, distruggere ponti durante l'occupazione della Ruhr. La causa per la quale negli ultimi tempi alcuni circoli misero come centro dei rapporti italo-tedeschi il problema del Tirolo, è molto semplice. Gli ebrei e i legittimisti asburgici sono interessati ad impedire una politica tedesca di alleanze che porti in un futuro al rinnovo di una Germania libera. Il fracasso che si è organizzato non è sorretto dall'amore per l'Alto Adige, in quanto questo processo non aiuta il Tirolo, anzi gli è nocivo, ma. dalla paura di una alleanza italo-tedesca. E' abitudine di quei circoli la falsità e la calunnia, perciò è comprensibile che tentino di far passare noi come i traditori del Tirolo. A queste persone bisogna spiegare una volta per tutte: il Tirolo fu tradito in primo luogo da tutte quelle persone che, tra il 1914 e il 1918, non difesero, non si prestarono e non aiutarono la patria anche se erano completamente sani. Poi il Tirolo fu tradito da quelle persone che anche potendo non fecero nulla per correggere e irrobustire la forza della popolazione in modo da lottare e vincere. Per terzo, il Tirolo fu tradito da tutti quelli che iniziata la rivoluzione di novembre la sostennero con la partecipazione o anche solamente tollerandola, in modo da distruggere il solo mezzo che avrebbe potuto consentire la salvezza del Tirolo. Infine il Tirolo fu tradito da tutti quei partiti e dai loro affiliati, che sottostettero ai vergognosi patti di Versailles e di Saint-Germain. Così abbiamo messo le cose in chiaro, miei cari contestatori ciarlatani. Oggi io sono dell'opinione che i territori persi si ottengano non con le parole di astuti ciarlatani, ma con armi affidate, cioè con una guerra sanguinosa. Però non temo di dire che oggi la Germania non è in grado di riprendersi l'Alto Adige tramite una guerra. Non basta, sono inoltre sicuro che non si possono accendere gli animi del popolo tedesco, per questa questione, con una intensità sufficiente a vincere. Penso che se un domani si dovrà scendere in lotta, diventerebbe criminale versare il sangue per 200.000 tedeschi, *quando 7.000.000 di tedeschi sono sotto il potere straniero a quando moltitudini di negri africani versano il sangue del popolo tedesco. Se la Germania vuol troncare il pericolo della sua estinzione dall'Europa, non deve compiere le sciocchezze di prima della guerra e rendersi nemico Dio e il mondo: deve trovare il suo più pericoloso nemico e dirigere tutta la sua volontà nella sua distruzione. Se il trionfo avverrà sacrificando qualcosa, non sarà per questo che i nostri figli ci odieranno. Se questi considereranno la radicata miseria e le pesanti preoccupazioni che fanno nascere il nostro penoso risultato, sarà maggiore lo splendore della vittoria così conquistata.

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