mercoledì 5 ottobre 2011

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Però per la Germania la minaccia della Francia è come il dovere di scavalcare ogni sentimento e appoggiare coloro, che toccati al nostro pari, non vuole essere né stare sotto la potenza francese. Per molto tempo, la Germania considererà in Europa solo due alleati: l'Inghilterra e l'Italia. Chi oggi si mette a controllare la politica svolta dalla Germania dalla rivoluzione in poi, davanti ai tanti sciocchi falli dei nostri governi, si trova o a rinunciare o, offendendosi, lottare contro questo governo. Le azioni, che non c'entrano con l'incomprensione, poiché qualunque mente umana intelligente non avrebbe potuto nemmeno pensarle, furono fatte dalle grandi menti degli enormi partiti di Novembre: con conseguente consenso francese. in tutto questo periodo di tempo, con la incommensurabile sciocchezza di un fatto fantasioso e irreparabile, si susseguirono gli approcci per rendersi amica la Francia, ci si inchinò sempre dinanzi al grande Stato, e si pensò di intravedere in ogni frase del giustiziere francese il primo sintomo di una chiara mentalità che cambiava. Coloro che in verità dirigevano la nostra politica non appoggiarono mai questa pazza idea: per costoro, riuscire a farsi amica la Francia significava danneggiare ogni tipo di politica d'alleanza. Non si sperò mai che la Francia e i suoi istigatori avessero fini pacifici. La ragione per la quale essi giunsero di vedere un cambiamento nel futuro della Germania, fu la considerazione che il popolo gli avrebbe voltato le spalle. Veramente è doloroso per la popolazione dover porre l'Inghilterra tra i prossimi alleati della Germania. I quotidiani ebraici riuscirono a portare i tedeschi ad odiare specialmente l'Inghilterra. Il fatto grave è che più di uno sciocco cittadino si imprigionò nella rete, parlò del risorgere della forza marina tedesca, inveì contro l'usurpazione delle nostre colonie e ne reclamò la restituzione, dando un aiuto al malfattore ebreo che portava a conoscenza del suo connazionale in Inghilterra nuovi mezzi, affinché li utilizzasse per la propaganda pratica. A poco a poco la borghesia tedesca si rese conto che noi in questo momento non lottiamo per la supremazia del mare e per cose uguali. Anche prima della guerra sarebbe stato pazzesco dirigere la forza nazionale della Germania verso questi fini, prima di avere rinforzato la Germania nell'Europa. Odiernamente poi questo discorso è pazzesco tanto da venir considerato un delitto politico. Molte volte ci irritavamo per il modo con il quale gli ebrei spostarono la concentrazione della popolazione su fini secondari, la spingessero a proteste e a cortei, nel momento in cui la Francia ci devastava il territorio e minava le fondamenta della nostra libertà. A questo punto mi ricordo come gli ebrei riuscirono con molta bravura a stare in sella a quel cavallo di battaglia che è l'Alto Adige. Sì, l'Alto Adige. Se ora parlo di questa questione, mi serve per farmi spiegare ciò da quella immonda gentaglia che, facendo leva nella stoltezza e nella dimenticanza di molti dei nostri cittadini, vuol far apparire uno sdegno nazionale che ai nostri sporchi parlamentari sembra tanto più estranea di quello che è il concetto di appartenenza ad una razza. Tengo presente che, quando si compi il fato del Basso Tirolo, ovvero dall'agosto 1914 al novembre 1918, anch'io vi partecipavo per difenderlo: nell'esercito. Lottai pure io in quel tempo, affinché si riuscisse a difendere vittoriosamente per la patria quel territorio e non per darlo ai nemici. Coloro che non parteciparono alla guerra, furono quel ladri dei parlamentari, quei delinquenti politici dei partiti.Mentre noi lottavamo con la certezza che soltanto il successo della guerra ci dava la possibilità di far restare alla Germania anche il Basso Tirolo, questi si batterono contro la vittoria fino a che i soldati tedeschi perirono, uccisi a tradimento. Poiché il Basso Tirolo era garantito alla Germania soltanto dai soldati che combattevano sul fronte e non dagli accesi discorsi mentitori di furbi politicanti nelle Rothausplatz di Vienna o in Monaco. Chi ruppe il fronte, tradì e speculò sul Tirolo come anche su tutti i territori tedeschi usurpati. Ma colui che pensa di trovare il risultato del quesito dell'Alto Adige con manifestazioni, proteste, discorsi ecc., o è un idiota o si tratta di un piccolo borghese tedesco. E' obbligatorio convincersi che i territori persi si possono riavere solo lottando e non pregando il Signore o invocando la Società delle Nazioni.

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