mercoledì 5 ottobre 2011

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contro gli sbagli noti, di vincere le debolezze, di spingerci con forza verso l'ideale. Già di per se stessa la dura realtà ci opporrà fin troppi limiti: e proprio per questo l'individuo tenterà di attuare la più alta meta e gli sbagli non devono allontanarlo dai suoi propositi, così come egli non può privarsi di una Giustizia solo perché anche questa può sbagliare cosi come non si rinuncia alla medicina solo perché le malattie continuano ad esistere. Ciò che a quel tempo portò gli uomini a morire non fu i I pensiero del pane quotidiano ma il patriottismo, la certezza della grandezza di questa, il comune senso della gi della nazione. Solo nel momento in cui il popolo tedesco tralasciò questi ideali, per accettare le promesse materiali della rivoluzione e smise di combattere, giunse, non I paradiso terrestre ma al purgatorio della totale disistima della generale povertà. Perciò bisogna prima di tutto opporre ai rappresentanti dell'attuale repubblica materiale la fede di un Reich ideale. Bisogna badare a non dare poco valore alla forza di un ideale Se qualcuno è, su questo punto, vile, e se è stato sol(lato, io gli rammenterò quell'epoca in cui il coraggio fu i dovuto alla totale accettazione della forza degli ideali. Generalmente quell'organizzazione che attualmente viene chiamata Stato conosce solo due tipi di persone: cittadini e stranieri. Sono cittadini quelli che per la loro origine o per essere stati inclusi in seguito hanno il diritto di cittadinanza; stranieri sono quelli che hanno questo diritto in un altro Stato. Fra questi vi sono delle apparizioni: gli «apolidi», individui che hanno l'onore di non far parte di nessuno degli Stati attuali, e perciò non hanno in nessun posto il diritto di cittadinanza. Il diritto di cittadinanza si ottiene attualmente nascendo entro i confini di uno Stato. La razza o l'essere leggittimamente di una nazione non hanno in questo nessun valore. Un Negro, vissuto in precedenza nelle terre di protettorato tedesco e ora abitante in Germania, genera un figlio che è cittadino tedesco. E cosi qualunque figlio di Ebrei, o di Polacchi, o di Africani, o di Asiatici può essere sicuramente chiamato cittadino tedesco. Oltre la cittadinanza ottenuta con la nascita si può diventare cittadini in seguito. Ciò se sussistono svariate premesse, per esempio, se colui che aspira ad ottenerla non è né un ladro, né un lenone e non costituisce un rischio dal punto di vista politico, che non sia un onere alla sua nuova patria politica. Naturalmente la nostra epoca materialistica pensa solo ad un onere finanziario. Anzi per ottenere prima la cittadinanza è utile che l'aspirante sia un buonissimo pagatore di tasse in avvenire. Considerazioni razziali non vi hanno la minima importanza. Ottenere la cittadinanza è come essere ammessi ad un elenco automobilistico. L’aspirante presenta la sua domanda, si indaga, la domanda viene accettata, e un bel giorno gli si rende noto con una missiva che è divenuto cittadino dello Stato. E l'annuncio gli è dato in forma comica: a colui che finora è stato uno Zulù si rende noto che «è diventato Tedesco»! Questo miracolo viene fatto da un comune funzionario. In pochissimo tempo questo funzionario fa ciò che neanche il Cielo potrebbe fare. Un segno di penna e un Mongolo diviene un vero «Tedesco». Non soltanto non ci si preoccupa della razza di quel nuovo cittadino, ma neanche della sua i ntegrità fisica. Egli può essere anche ammalato di sifilide, tuttavia è bene accetto come cittadino dallo Stato attuale, purché non costituisca né un peso finanziario né un rischio politico. Così ogni anno quell'essere orribile, cosiddetto Stato, accetta elementi venefici che non può più allontanare. Il cittadino medesimo si distingue dallo straniero, solo perché può occupare uffici pubblici, che deve in caso di bisogno fare il servizio militare e che può partecipare in modo attivo e passivo alle elezioni. Nell'insieme consiste tutto in questo. Perché sovente anche lo straniero ha la protezione (lei diritti civili e della libertà individuale: per lo meno, così avviene nell'odierna repubblica tedesca. So che queste cose non si sentono di buon grado: ma non c'è niente di più anormale di più indignante dell'attuale diritto di cittadinanza. C'è oggi uno Stato in cui si notano già le premesse di i i n'idea superiore: e non è la nostra meravigliosa repubblica tedesca, ma l'Unione Americana, dove si cerca di ragionare. LUnione Americana non accetta gli individui cattivi dell'immigrazione, e rifiuta comunemente ad alcune razze ]a concessione della cittadinanza; e con ciò presagisce i principi ancora fragili d'una idea che è tipica della conce,,,Ione nazionale di Stato. Lo Stato nazionale divide i suoi membri in tre classi: cittadini appartenenti allo Stato e stranieri. L’origine dà soltanto appartenenza allo Stato. Questa in sé stessa non rende la possibilità di occupare posti pubblici né di esercitare un'opera politica, partecipando alle elezioDi . Per ogni membro dello Stato si deve, per principio, decidere la razza e la nazionalità. Il membro dello Stato può sempre rinunciare ad appartenervi e divenire cittadino dello Stato la cui nazionalità corrisponde alla sua. Lo straniero è differente dal membro dello Stato solo per questo, che l'a parte pure di uno Stato straniero. Il giovane tedesco, componente dello Stato ha il dovere di ricevere l'educazione scolastica obbligata ad ogni tedesco. Così riceve l'educazione indispensabile per diventare un membro del popolo che ha il senso della razza e della nazionalità. Dovrà in seguito avere una educazione fisica ordinata dallo Stato e alla fine entrare nell'esercito. L'istruzione dell'esercito è totale: deve comprendere ogni individuo tedesco e renderlo adatto a far uso delle sue capacità fisiche ed intellettuali per impieghi militari. Quando il giovane, sano e valoroso, ha finito il servizio militare gli viene dato il diritto di cittadinanza. E' questo il migliore documento per la sua esistenza terrena. Con esso prende tutti i diritti del cittadino e ne riceve tutti i profitti. Perché lo Stato deve distinguere chiaramente fra quelli che, come componenti del popolo, sono autori della sua vita e della sua grandezza e quelli che abitano entro i confini di uno Stato esclusivamente per proprio vantaggio. Uattestato di cittadinanza deve essere dato con un solenne giuramento da fare alla collettività nazionale e allo Stato. Questo certificato deve essere come un laccio che tiene unite tutte le classi che supera tutti gli abissi. L'essere in qualità di spazzino componente di un Reich, è un onore più grande che essere re in uno Stato Straniero. La ragazza tedesca è membro dello Stato: solo il matrimonio la rende cittadina. Ma il privilegio della cittadinanza può anche essere dato alle tedesche, componenti dello Stato, che lavorano. A chi non ha valore né volontà, al volgare criminale, al traditore della Patria può sempre essere tolto questo privilegio; e così ritorna ad essere un comune componente dello Stato. Il cittadino ha una posizione di rilievo nei confronti dello Straniero. E' il Signore di un Reich. Ma questo alto privilegio porta con sé dei doveri.

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