mercoledì 5 ottobre 2011

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I nazional-socialisti devono raggiungere fini più alti: il diritto di avere nuovo spazio si cambierà in dovere se la gente di una nazione, non essendoci un ampliamento della sua superficie, sembra diretta verso la guerra. Principalmente allorché non si parla di una piccola popolazione di colore, ma del popolo tedesco, creatore di tutto ciò che è l'attuale forma della vita in questo odierno globo. La Germania o raggiunge il grado di Potenza mondiale o non esisterà. Ma per giungere a Potenza mondiale ha la necessità di avere una grandezza che le dia attualmente il sufficiente prestigio e dia da vivere alla sua gente. I nazional-socialisti cancellano la politica estera tedesca prima della guerra e l'annullano. Noi iniziamo dal punto in cui ci si fermò 600 anni fa. Finiamo l'eterno cammino tedesco verso il nord e l'ovest e guardiamo i territori posti all'est. Facciamola finita con la politica coloniale e commerciale di prima della guerra e passiamo ad una politica di espansione nel futuro. Ma allorché diciamo di nuovi spazi europei, dobbiamo tenere in considerazione innanzitutto l' Unione Sovietica o le Nazioni satelliti ad essa affiliate. Pare che il fato stesso ci voglia dire queste cause. Ponendo la Russia nelle mani del comunismo tolse alla sua popolazione quella branchia di scrittori e pensatori che adesso ha fatto in modo e assicurato la sopravvivenza dello Stato. Poiché, l'organizzazione di una Nazione russa non fu la soluzione delle capacità politiche di una popolazione oppressa, ma fu uno splendido esempio, del modo di costruire uno Stato, che è insito in una stirpe di più basso coraggio. In questo modo nacquero moltissimi dei più forti regni mondiali. Molte volte popolazioni inferiori comandate da preparatori e dominatori tedeschi assursero a Nazioni fortissime e resistettero sino a che sopravvisse il centro della stirpe che modellò la Nazione. Da centinaia di anni, l'Unione Sovietica approfitta di questa razza per porli nei punti dirigenziali: ma ciò attualmente, è stato quasi globalmente distrutto e messo al bando. In vece sua è stato posto l'ebreo. I sovietici non sono capaci da soli a togliersi da dosso gli ebrei; ma gli ebrei non sono in grado di conservarsi per molti anni quella potente nazione. In quanto che l'ebreo non riesce a organizzare, ma soltanto a mettere il caos. La Russia è pronta per crollare. Perciò l'estirpazione degli ebrei dall'Unione Sovietica vale a dire l'abbattimento della Russia come Nazione. Noi siamo posti dal fato ad osservare questo sconquasso che risulterà il più potente avvallamento delle tesi nazionalistiche sulla razza. E’ nostro dovere, compete al movimento nazionalsocialista, spingere la Germania verso questo ideale politico, che gli renderà chiaro come il suo fine futuro non sia riposto nel ricostruire la marcia d'Alessandro, famosa e ipnotizzante, ma nel duro lavoro della terra tedesca, a cui le armi della Germania daranno spazio. E’ logico che gli ebrei confermino la loro tenace opposizione a questa politica. Comprendono perfettamente che deve fare in questo modo per proteggere il suo futuro; ed è proprio questo che dovrebbe convincere i reali nazionalisti sulla veridicità dell'attuale scopo. Purtroppo, accade il contrario. Non soltanto nei circoli tedesco-nazionali, ma pure nei circoli nazionalisti si muove la lotta contro le tendenze di questa linea politica orientale, con la scusa di seguire un ideale maggiore: avviene spesso ciò in questi frangenti. Si cita Bismarck per nascondere una politica erronea, non attuabile, e gravissima per la popolazione tedesca. Affermano che Bismarck diede sempre la maggior consistenza ai buoni rapporti con la Russia. Questo è vero: ma questi scordano di dire che egli dava una uguale consistenza ai buoni rapporti, ad esempio, con l'Italia, anzi si alleò con essa per poter vincere l'Austria. Perché non si cerca di continuare questa linea politica? Affermano che l'Italia attuale non è uguale a quella passata. Ma anche l'Unione Sovietica non corrisponde a quella passata. Il Bismarck non ha mai pensato di fissare per sempre una strada, un'azione politica. Sapeva troppo di quel periodo per imprigionarsi in quel modo. Perciò, non bisogna domandare: che cosa ha realizzato ieri Bismarck? Ma: che cosa realizzerebbe egli attualmente? A questo quesito si può trovare facilmente la risposta: la sua sagacia politica gli negherebbe di stringere un'alleanza con una Nazione che va incontro alla sua fine. Infatti Bismarck allora si interessò con antipatia della politica coloniale e commerciale della Germania: egli mirava principalmente a rinsaldare e ad irrobustire interamente la nazione sorta

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