Terence McKenna...sugli psichedelici
Ci sono delle droghe che agiscono sulla mente ma che io non considero affatto psichedeliche. La mia definizione di psichedelico è molto piú circoscritta di quella di molti altri. Prendiamo il caso della datura. La datura è una pianta ornamentale con ampi fiori a campana. Se fai un tè con le foglie, le radici, i fiori o i semi e te lo bevi, ti perdi del tutto. Voglio dire, è un'esperienza veramente stramba, con tanto di perdita di memoria, confusione nella sequenza delle immagini, idee fisse, proiezione di fantasie, e via dicendo. A mio parere non è uno psichedelico. Lo definirei piuttosto un deliriogeno o pianta visionaria.
Ricordo che una volta... finisco sempre per raccontare questa storia... ebbene, anni fa, quando vivevo in Nepal, avevo un amico inglese con cui sperimentavo ogni tipo di droga. Mi trovavo al mercato per comprare patate e pomodori - le uniche due cose che riuscivi a trovare a Bodina in quegli anni.
Incontro questo tipo e cominciamo a parlare; nel corso della conversazione mi accorgo che lui pensa che siamo nel suo appartamento. Era talmente perso in quella roba da non rendersi conto che eravamo al mercato. Nessuno ha bisogno di sconvolgersi al punto di non sapere piú cosa accade, nel vero senso della parola. Gli psichedelici possono essere definiti chimicamente - con pochissime eccezioni - come sostanze indoliche. Tra le eccezioni c'è la mescalina La mescalina non è un indolo, è una feniletilammina. Non nutro una particolare simpatia per questa sostanza; per raggiungere i livelli psichedelici devi prenderne talmente tanta che alla fine ti ritrovi a pezzi. È pesante, e lo è anche il giorno dopo. E quando parli con i devoti del peyote [cactus che contiene mescalina. N.d.T] ti accorgi che amano prenderlo non tanto per la qualità delle visioni quanto per tutta una serie di cose che a me paiono un po' deprimenti: lo fanno perché gli piace andare nel sudovest, starsene con i nativi americani, suonare i tamburi tutta la notte e fare cerimonie di ogni tipo. Questo non significa che la mescalina non provochi visioni, sicuramente lo fa. Se si leggono i primi resoconti - vedi Heinrich Cluvere, S. Weir Mitchell, Havelock Ellis - non si può non accorgersi che sono delle stupende descrizioni di stati psichedelici completi. Ma quei pionieri usavano mescalina pura a dosi vicine al grammo, che è una quantità eccessiva. La maggior parte dei consumatori ne assume una quantità inferiore a quella che clinicamente è considerata la dose efficace, cioè 750 milligrammi, tre quarti di grammo di alcaloide! Sono veramente pochi quelli che ci arrivano.
E con questo tocchiamo un altro aspetto legato agli psichedelici. C'è in giro un sacco di gente che si ritiene esperta in materia, senza averne presa la dose sufficiente. Perché, se si vuole davvero sapere di che si tratta, se ne deve prendere una quantità incredibile. Persone che hanno assunto 50 0 100 microgrammi di LSD o due grammi di funghi, tanto per fare un esempio, non sono qualificate per dissertare sull'esperienza psichedelica. Quelle dosi ti fanno solo accedere ai margini dell'esperienza: processi mentali accelerati, una sorta di profondità e ricchezza cognitiva, capacità di analizzare situazioni da prospettive inusuali o di raggiungere conclusioni inaspettate.
Ho notato la stessa riluttanza a provare la totale esperienza psichedelica persino tra gli sciamani dell'Amazzonia. Voglio dire, la gente è restia a coprire l'intera distanza. Una volta... eravamo con gli sciamani in Perú - quelli che fanno uso di ayahuasca - e mi accorsi che c'era un miscuglio di piante piú forte di quello che usavamo. Quindi chiesi al tipo: «Perché non lo facciamo anche noi?». Di primo acchito mi rispose che non era adatto per i cristiani, cosa tra l'altro strana perché era sempre pronto a criticarli. Ma insistetti e alla fine mi disse: «Noi non lo facciamo in quella maniera». E io: «Perché no?». «Perché è mali bizarro.» [ride] Capito? E io: «Non è quello che stiamo cercando?». A quanto pareva, no. Uno sciamano guaritore vuole essere nelle condizioni di poter praticare la sua arte. Non si concepisce come un Magellano della dimensione fenomenologica, pronto a circumnavigare l'universo mentale in una sera. E poi ci sono le differenze fisiologiche tra individuo e individuo. Noi tutti siamo geneticamente diversi per quanto concerne i neurorecettori, ed è anche possibile, benché la cosa appaia un po' cripto-fascista, che ci siano lignaggi sciamanici, famiglie, persino razze, piú o meno inclini a questo tipo d'esperienza. Vedete, lo stereotipo dell'irlandese è quello di una persona che ha una forte affinità con l'ebbrezza e con le piccole creature del mondo invisibile. Non do molto credito a queste voci, anche se per me è difficile dare un giudizio perché posso solo verificarlo su di me, e io sono irlandese, sebbene fermentato con geni siciliani che mi impediscono di andare oltre il seminato.
Quindi, ciò che si deve fare quando si comincia a esplorare con gli psichedelici è capire quale sia il centro del mandala. Di cosa parla la gente? Cosa accade quando si arriva al punto? Ora, secondo me il composto piú adatto allo scopo è il DMT che è il piú potente tra gli allucinogeni. Immancabilmente, quando sono sotto l'effetto di questa sostanza dico a me stesso: «Mio Dio, piú di cosí non lo sopporterei». È vero, è il piú potente in assoluto. Ed è anche quello ad azione piú breve. Se fumato, dopo dieci minuti gli effetti intensi svaniscono. Ora, chi pensa che non ci sia nulla al di là di ciò che vede potrebbe perlomeno investire dieci minuti del proprio tempo per scoprire come stanno le cose... un viaggio di dieci minuti con il DMT vale piú di vent'anni di farmacologia accademica, di storia dell'arte, di psicologia e di tutto il resto messo assieme. Altro aspetto molto interessante del DMT è che si trova nel cervello umano in forma naturale. Ehi, ma che succede qui? - direbbe qualcuno - vuoi dire che la droga piú potente e ad azione piú rapida è anche la piú naturale? Certo, non è necessario prendere il 3-idrossi-4-peridal-vattelappesca per accedere a dimensioni esotiche. Un semplice metabolita umano è la sostanza piú potente in assoluto.
Ma cosa vuol dire "potente"? Cos'è un potente psichedelico? Beh, è una faccenda molto personale, come voi sapete. Quello che accade con il DMT sconcerta la maggior parte della gente. Nulla a che vedere con ingressi nelle dimensioni luminose in compagnia della divinità o cose del genere. Con il DMT non succede niente di tutto questo. Già ne ho parlato questa mattina: un gruppo di elfi butta giú la porta del tuo appartamento a bordo del veicolo ultraterreno, ti presenta il conto e poi se ne fugge via. [ride] Ed è un'irruzione nel vero senso della parola. Sí, perché l'unione con la chiara luce è una cosa che si può maneggiare, ma l'invasione del tuo appartamento da parte di palle da basket ingioiellate provenienti dall'iperspazio, che si auto-dribblano e che parlano greco demotico, non rientra nelle tue aspettative. Talvolta mi vien chiesto se il DMT sia pericoloso. La mia risposta è «solo se hai paura di morire per lo stupore». [ride]
Una cosa che mi piace del DMT è che non sembra influire sulla mente. In altre parole, non cambi, non diventi una persona piú gentile, né ti perdi nel filo di saliva che ti scende dall'angolo della bocca mentre te ne stai seduto. Tu non cambi. È il mondo che viene completamente sostituito, istantaneamente, al 100%. E ciò che lo sostituisce non ha nulla a che vedere, proprio nulla, con questo mondo. È un cambiamento radicale e completo, incluso il venir meno dello spazio tridimensionale e del tempo lineare.
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