Premetto che la the coca cola company è legata ai servizi segreti americani e che finanzia i NARCOS in colombia per fare in modo che questi poi comprino armi dagli usa per la loro guerriglia.
La coca cola contiene noce di cola e estratto di foglie di coca decocainizzate.....
Il mistero è dove finisca la cocaina estratta dalle foglie per produrre milioni di ettolitri all'anno di coca cola...
Vi lascio al contenuto tratto dal mio sito fricannabis punto c h
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Storia della Coca-Cola
L'inventore della Coca-Cola è stato John Stith Pemberton, un reduce della Guerra Civile, che come moltri altri era diventato morfinomane sui campi di battaglia.
Inventò questa bevanda stimolante, in modo da poter sostituire l'alcol e il vino, che erano proibiti nel 1885 dal movimento per la Temperanza della sua città (Atlanta). Infatti, nei primi tempi la bibita conteneva la cocaina, scoperta come possibile antidoto della morfina, di moda fra i borghesi e gli intellettuali, (ne faceva uso anche Freud).
Ufficialmente Pemberton viene definito un farmacista botanico.
Il brevetto e i diritti della Coca-Cola, furono successivamente venduti per 2300 dollari, al signor Asa Candler, il fondatore dell'impero del"oro nero". Negli anni seguenti, la Coca-Cola, perse la cocaina come composto ma non la pianta di coca che tuttora rimane parte integrante della ricetta dopo essere stata decocainizzata.
Composizione
Nel crearla John Stith Pemberton mischiò la polvere della coca peruviana con la noce di Kola (che contiene molta caffeina) e con la Damiania, in un secondo tempo quest'ultimo elemento fu omesso nella ricetta finale del 1886. Il socio dell'inventore, tale Robinson, decise il nome allitterando la definizione dei primi due ingredienti; nacque così la Coca-Cola.
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Usi tradizionali ...
e informazioni
Curiose su questa
Costosa sostanza:
Per diversi anni un prodotto per infusione (The' della Salute Incas) e' stato
disponibile nei supermercati degli Stati Uniti. Questa bevanda, ottenuta dalle
foglie di Eritroxylum Novogranatense contiene in media 5mg di cocaina per tazza,
produce una lieve stimolazione psicomotoria, modica euforia e tachicardia.
Amerigo Vespucci fu probabilmente il primo europeo a descrivere la masticazione
di foglie di coca in uso presso le popolazioni del Nuovo Mondo. Ancora oggi il
90% degli indigeni mastica le foglie secche mescolate con una piccola quantita'
di cenere in modo da spremerne i principi attivi che, una volta disciolti nella
saliva, vengono a poco a poco deglutiti per assicurare effetti farmacologici
duraturi. Una abitudine questa, gia' cara agli Incas. La parola coca deriva
infatti da kuka, il nome proprio della pianta in lingua quechua. E' possibile
pero' che la parola coca derivi dal linguaggio di una popolazione indios
antecedente all'avvento degli Incas, gli Aymara, capaci di coltivare e usare la
proprieta' della pianta; in lingua Aymara " Coca " significa semplicemente " la
pianta ".
La coltivazione della coca avveniva, sino al 1400, in una vasta zona che
comprendeva gli attuali teritri del Venezuela e del Cile. I Conquistadores,
spaventati certamente piu' da magico alone di idolatria che dai reali effetti
psicotonici delle foglie di coca promulgarono una serie di editti che, dal 1565
in poi, vietavano l'abitudine di masticare le foglie di coca.
Negli stessi anni, il secondo Concilio di Lima tento' di limitarne l'uso presso
le popolazioni indigene perche' " sostanza inutile, atta a suscitare le pratiche
sciamaniache e le superstizioni degli Indios ". Ma ormai, con gia' 2000 anni
ditradizioni alle spalle le abitudini erano radicate nella popolazione e la
coltivazione della pianta aveva raggiunto il suo apice. Dato che le misure
restrittive non avevano alcun effetto, la coca divenne quindi monopolio di
Stato, per passar, verso la fine dell'Ottocento, nelle mani d imprese private.
Bisognera' attendere il diciannovesimo secolo, perche' si iniziasse a capire che
cosa rendeva le foglie di coca cosi' uniche quando, nel 1860, Albert Niemann
riusci' ad isolare una sostanza, cui diede il nome di " cocaina ". Fu in questo
periodo che molti scienziati europei ed americani iniziarono a studiare gli
effetti psicostimolanti della cocaina e delle foglie di coca. Unanue, Humboldt,
Spruce, Markham e Mantegazza descrissero tutti con grande chiarezza e dovizia
di particolari gli effetti della sostanza. Nel 1880 le foglie di coca entrarono nel
Prontuario Farmaceutico degli Stati Uniti d'America, mentre la cocaina fu
approvata come medicinale nel 1890. Sei anni prima in Europa, l'allora giovane
neurologo viennese Sigmund Freud aveva applicato i suoi studi sulla sostanza,
che egli raccomandava come toccasana per moltissime malattie, tra cui la
depressione di cui era afflitto e dalla quale diceva curarsi con basse dosi
croniche di cocaina.
Nel medesimo anno Koller, un oculista amico di Freud, sperimento' la cocaina
come anestetico in diversi interventi chirurgici all'occhio, creando le basi
razionali per l'anestesia locale e fu sempre nel 1884 che il chirurgo americano
Halsted dimostro' la capacita' della cocaina di bloccare l'attivita' nervosa e
propose il suo impiego nella prima anestesia tronculare.
Non furono solo i medici, i chimici ed i tassonomisti a studiare ed abusare la
cocaina. Si racconta che Robert Louis Stevenson avesse pensato i personaggi i
personaggi di Dr. Jekyll e Mr. Hyde come due opposti effetti della cocaina che
gli era stata prescritta da Freud come antitubercolare.
L'oculista cocainomane Sir Arthur Conan Doyle, autore di Sherlock Holmes,
racconta dell'uso di cocaina fatto dal noto investigatore.
Verso la fine del diciannovesimo secolo, il giovane chimico corso Angelo Mariani
realizzo' un vino a base di coca, che fu subito acclamato da cantanti d'opera e
musicisti come ottimo rimedio contro il mal di gola, come stimolante e tonico
tanto da far meritare al suo inventore la medaglia dell'Accademia Medica di
Francia.
Lo zar e la zarina, i regnanti inglesi, i sovrani svedesi e norvegesi, il re
Norodom di Cambogia, il comandante delle forze francesi in Indocina, il
comandante generale dell'esercito britannico e persino il papa Leone XIII furono
assidui consumatori del vino " drogato ", tanto che il suo creatore ricevette
dal successore di Pietro una medaglia " ad honorem ".
Molti intellettuali del tempo facevano uso del Vin Mariani; fra essi gli
scrittori Dumas figlio, Verne, Rostand, Zola, France e Ibsen, la divine Sarah
Bernhardt ed Eleonora Duse, i compositori Gounod e Massenet, gli artisti Rodin,
Robida e Chéret.
A questo punto anche gli imprenditori americani giudicarono vantaggioso
investire nel mercato dei prodotti a base di cocaina. Fu cosi' che J. S.
Pemberton lancio' sul mercato la French Wine Coca, indicata come ottimo
stimolante nervoso e tonico.
Il proibizionismo mise fuori legge tutte le preparazoini a base di alcol e
Pemberton fu costretto a ripiegare inventando quella che diventera' una delle
piu' famose ed imitata bevande della storia: la Coca-Cola, ottenuta con estratto
non alcoolico di foglie di coca e noci di cola africana, disciolta in un dolce
sciroppo di caramello.
Ben presto il boom commerciale si avvio' verso un altrettanto rapido fallimento.
I risultati di studi medici e scientfici indussero diversi governi americani a
proibire l'uso della cocaina. In alcuni Stati americani il commercio e
l'usodella cocaina senza prescrizione medica furono dichiarati illegali,
l'eliminazinoe del " Pure Food and Drug Act ", del 1906, costrinse i produttori
di Coca-Cola ad eliminare la cocaina dalla ricetta; il Dr. Mariani, nonstante
avesse avvertito la clientela e il mondo scientifico che il suo elisir era
ottenuto con un estratto della foglia di coca e non con l'alcaloide puro come
era il caso della Coca-Cola, subi' un tracollo finanziario e mori' in poverta'
nel 1914, anno in cui fu emanato l' " Harrison Narcotic Act ", col quale sia la
coca che la cocaina furono classificate fra i narcotici. Lo splendore della
cocaina era cosi' durato solo 30 anni in occidente mentre nel Sud-America l'uso
delle foglie di coca continua indisturbato da almeno 30 secoli.
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