sabato 30 luglio 2011

VIAGGI NELL'UNIVERSO DELL'ANIMA parte 3

Non volevo che si rompesse. Era importante che non si rompesse. In differente a questo pensiero, l'uovo si dissolse lentamente c rivelò Un grande fiore variopinto simile a nessun altro fiore. I suoi petali di una delicatezza indicibile si schiusero nella stanza, inondandola in ogni direzione di colori meravigliosi. Sentivo e udivo i colori come se adulassero il mio corpo, freschi e caldi, dai suoni squillanti e vellutati.II primo segnale di inquietudine si affacciò più tardi, quando vidi il centro del fiore espandersi e mangiarsi a poco a poco i petali; era nero e brillante, sembrava formato da migliaia e migliaia di formiche. Se li stava divorando con lentezza agonizzante. Volevo implorarlo di arre-starsi oppure di affrettarsi. Mi sentivo in pena per la graduale scomparsa degli incantevoli petali, inghiottiti da un male insidioso. Poi, in un lampo d'intuizione, mi accorsi con orrore che la cosa nera stava in realtà divorando il mio corpo. Io ero il fiore, e questa cosa aliena e strisciante stava ingoiandomi! Non ricordo se urlai oppure emisi degli striduli. Avevo troppa paura e troppo disgusto. Sentii la voce della mia guida: «Stai tranquillo, lasciati andare. Non lottare. Lasciati andare». Ci provai, ma l'odiosa creatura nera era troppo repellente: «Non ce la faccio! Per l'amor di Dio aiutami! Aiutami!» Di nuovo quella voce calma e rassicurante: «Non ti opporre. Va tutto bene. Non ti preoccupare. Lasciati andare, non lottare».Mi sentii dissolvere dentro quella visione terrificante, scomporre il corpo in onde che si precipitavano verso il centro dell'oggetto oscuro, la mente spogliata del proprio ego e della propria vita, ma anche della propria morte. In un'unica intuizione cristallina capii di essere immortale. «Sono morto?». Ma la domanda non aveva senso. Il significato era insignificante. All'improvviso si diffuse una luce bianca e dappertutto percepii la bellezza rifulgente che emana dal senso di appartenenza. C'era luce ovunque, luce bianca di una nitidezza inimmaginabile. Morto e rinato, la gioia era pura e sacra. I miei polmoni traboccavano del canto esultante dell'essere. Tutto era vita e unità, sconfinato era l'amore che riempiva il mio essere. Forte e completa la mia consapevolezza. Vidi Dio e il demonio e tutti i santi e conobbi la verità. Mi espandevo nel cosmo, lievitavo oltre ogni limite, libero di nuotare nella radiosità beatifica delle visioni celesti. Volevo urlare e cantare il miracolo della nuova vita, del nuovo significato, del nuovo principio, la bellezza gioiosa e tutta la folle estasi della grazia. Conoscevo e capivo tutto ciò che è da conoscere e capire. Ero immortale, sapiente oltre la sapienza, e capace di amare, amare tutto. Ogni singolo atomo del mio corpo e della mia anima aveva visto e percepito Dio. Il mondo era calore e bontà. Non esistevano né tempo, né luogo, né io, ma solo armonia universale. Stava tutto lì, nella luce bianca. Ogni fibra del mio essere lo sapeva. Abbracciai l'illuminazione in totale abbandono. E quando questa esperienza cominciò a sfumare, volli aggrapparmici con tutte le forze e lottai tenacemente contro l'usurpazione e la pressione della realtà del tempo e dello spazio. Avevo cessato di riconoscere qualsiasi valore al mondo della nostra esistenza limitata. Quella era la realtà suprema che non conosce raffronti. Mentre venivo ritrasportato lentamente verso la tirannia degli orologi, degli orari e dei rancori meschini, provai a parlare del viaggio, dell'illuminazione, degli orrori, della bellezza, di tutto questo insomma. Dovevo senza dubbio aver balbettato come un idiota. I pensieri procedevano a un ritmo accelerato, ma le parole non riuscivano a tenere il passo. La guida sorrise e disse di aver capito. Il precedente assortimento di racconti di «viaggi nell'universo dell'anima», sebbene abbracci esperienze così eterogenee, non riesce tuttavia a tracciare un quadro completo di tutte le possibili reazioni all'LsD, che vanno dalle più elevate esperienze spirituali e mistiche ai più gravi disturbi psicosomatici. Sono stati riferiti casi di sedute con 1'LsD dove risulta completamente assente l'aspetto visionario e fantasmagorico, rilevato nei precedenti racconti, casi in cui lo sperimentatore ha vissuto per tutto il tempo uno stato di orribile malessere fisico e mentale. Contrastanti sono anche i racconti che parlano di modificazioni dell'esperienza sessuale provocate dall'LsD. È comprensibile che con questa sostanza si verifichi un forte aumento della sensualità nei rapporti sessuali, data la sua caratteristica azione stimolatrice delle percezioni sensoriali. Tuttavia, si sono avuti dei casi in cui 1'LsD non ha aperto le porte del prevedibile paradiso erotico, ma al contrario ha introdotto gli sperimentatori nel purgatorio o addirittura nell'inferno della terrificante estinzione di tutte le percezioni, e nel vuoto inanimato. La varietà e il contrasto di reazioni a una droga così estesi rappresentano la caratteristica peculiare dell'LsD e degli altri allucinogeni. Il motivo è da rintracciare nella complessità e nella mutabilità degli aspetti consci e inconsci della psiche umana, che 1'LsD può penetrare e portare alla presenza.

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